Matt Briggs, Dei fiumi resta il nome (estratto copertina) (adestdellequatore.com)

Matt Briggs, Dei fiumi resta il nome, ad est dell'equatore

di Andrea Bianchetti

Il Segnalibro
Mercoledì 10 maggio 2017 alle 07:50

Replica alle 12:50

 

"Ottusi, ossessionati dalla propria incapacità di essere all'altezza di un ruolo che, ormai, aveva perso qualsiasi significato, gli uomini raccontati da Briggs sono figure incapaci di comprendere il mondo che li circonda, presi come sono a cercare in esso, quasi sempre inutilmente, il riflesso di un'autorità ormai perduta". Sono parole di Fiorenzo Iuliano, autore di una concisa postfazione a Dei fiumi resta il nome di Matt Briggs, un libro contenente undici taglienti short-stories che raccontano di sogni sociali, di ideali, di desideri, ormai, oggi, infranti, spenti e per lo più dimenticati. Un libro che è il canto rassegnato di una generazione che non ha imparato a realizzarsi, a ritrovarsi, forse, solamente, a perdere. La recensione è di Andrea Bianchetti.

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