Itinerari Rossocrociati

Un viaggio in Svizzera in quindici tappe con Iso Camartin

Ha ancora senso viaggiare nell’epoca del disincanto e del turismo di massa? Tutti viaggiano ormai dappertutto, le distanze si sono accorciate, i luoghi tendono sempre più ad assomigliarsi, eppure l’idea del viaggio come curiosità e scoperta non ha perso nulla quanto a impatto e fascinazione. Un viaggio del genere, tuttavia, è forse possibile in virtù di un sostanziale cambio prospettico. Operando una variazione sulle celebri parole di una poesia di Baudelaire, si potrebbe forse dire: l’unico viaggio possibile, ormai, è il viaggio al fondo del noto per trovarvi del nuovo.  “Itinerari rossocrociati” nasce precisamente da questa idea del viaggio come scoperta della novità in ciò che è noto. Cosa conosciamo veramente della nostra patria? Siamo proprio sicuri di trovare in quanto ci circonda un orientamento sicuro e indiscutibile? Le quindici tappe di “Itinerari rossocrociati”, in compagnia di un grande conoscitore della Svizzera come Iso Camartin - scrittore e saggista, grigionese di origine ma zurighese d’adozione, cosmopolita nel senso più profondo del termine e autore del volume "Schweiz" apparso nella collana "I tedeschi e i loro vicini" dello C.H. Beck Verlag - si presentano come altrettanti percorsi in una Svizzera forse poco conosciuta, curiosa e perfino sorprendente. "Au fond de l’Inconnu pour trouver du nouveau", diceva Baudelaire. Per quindici sabati, invece, insieme agli ascoltatori di Rete Due, compiremo un viaggio al fondo del noto per scoprire che non sempre il viaggio, come voleva Baudelaire, insegna un’"amara scienza". E che, in quanto ci circonda, si celano spesso la novità e l’inatteso.

- Mattia Mantovani

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