Ciò che non uccide rende più forte

Grégory Reibenberg, Tess e la sua "Belle Equipe", di Roberto Antonini

Grégory Reibenberg trova la sua forza vitale nella figlia Tess, ormai 12enne. Djamila, sua ex compagna e mamma della figlia è stata uccisa il 13 settembre del 2015 dai terroristi islamisti a Parigi. Era la notta del Bataclan e degli altri locali dove si è scatenata la furia omicida degli attentatori. A "La belle equipe", il locale di proprietà di Grégory nell’XI arrondissement, la sventagliata di proiettili ha ucciso 20 persone che si trovavano ai tavolini della terrazza del locale. Grégory è sopravvissuto per miracolo ma la “sua” Djam è spirata nelle sue braccia. Al microfono di Roberto Antonini Grégory ci racconta del trauma, di come ha trovato le parole per raccontare alla bimba cosa era successo, della decisione di riaprire dopo qualche mese il “bistrot”, di come si ricostruisce una vita dalle macerie e dall’incubo. Un “Laser” diffuso nel giorno stesso del quinto anniversario della strage di Charlie Hebdo e che vuole ricordare tutte le vittime del terrorismo.

Grégory Reibenberg
Grégory Reibenberg (RSI)