Mozart tra feste, donne e banchetti

Con un debole assoluto per la cioccolata, di Paolo Clemente Wicht

Noi tutti conosciamo il genio musicale di Wolfgang Amadeus Mozart.

In effetti, comporre e iniziare a suonare a cinque anni, esibendosi già dall’età di sei in giro per l’Europa, non è proprio usuale e ricorrente.

Mozart era il più piccolo di sette figli, ma solo lui e sua sorella maggiore Maria Anna Mozart superarono l'infanzia.

È importante ricordare che Maria Anna nonostante fosse una pianista d'eccezione, al compimento del diciottesimo anno (l'età del matrimonio all'epoca) non le fu più permesso di esibirsi in pubblico.

Mozart era mancino ed il suo vero nome era Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart, ma fu lui stesso a cambiare il nome Theophilus nella versione latina Amadeus.

La sua musica da camera ci incanta da sempre, le sue sinfonie e le grandi opere come "Le nozze di Figaro" e "Don Giovanni" riempiono da secoli i teatri di tutto il mondo.

Nella società di fine '700, Mozart fu l’artefice di una rivoluzione non solo musicale, ma anche sociale, svincolando il musicista da un ruolo "servile". 

All'epoca, i compositori o i maestri di cappella non potevano partecipare alla tavola del signore che li “proteggeva”, ma erano costretti a sedere alla mensa della servitù, perché considerati dei semplici artigiani piuttosto che degli artisti. 

Mozart cambiò tutto, diventando un personaggio, una specie di star ante litteram, con le sue stravaganze ed eccessi, così che la bella e nobile società lo voleva tra di loro, tra musica, feste, donne e banchetti.

Il rapporto di Mozart con la gastronomia è ben presente e si può dedurlo dall’epistolario e dalle sue opere. 

Dalle lettere apprendiamo per esempio che gli piacevano le buone costolette, il vino brioso della Mosella, e che la gola era elemento di complicità con l'amico Schikaneder, ispiratore del suo interesse massonico e della conseguente favola iniziatica "Il flauto magico". 

Dovendo parlare degli alimenti presenti nelle opere di Mozart doveroso è citare il "Don Giovanni", dove  il compositore sembra che preferisca mettere in evidenza più le passioni per il cibo che le capacità amatorie di Don Giovanni. 

È un susseguirsi di pranzi e cene, feste e banchetti, con una cucina ricca e sontuosa, nella quale viene lasciato libero sfogo alle golosità del protagonista.  

Per non parlare di "Così fan tutte", dove gustosa è la scena dove la cameriera Despina prepara una cioccolata che poi servirà alle sue signore in preda ad un attacco di malinconia d'amore. 

Dovendovi consigliare una ricetta legata a Mozart, crediamo sia opportuno scegliere un dolce, perché nei libri di cucina viennese di fine settecento si trovano soprattutto preparazioni d’arte pasticcera. 

La motivazione di questa peculiarità, non riscontrabile altrove dove i dolci venivano identificati soprattutto come alimento di rango, a Vienna era collegata all’esigenza di suggerire ricette che rispettassero l’osservanza cattolica del mangiar di magro. 

Torta di Mozart é un dolce delizioso fatto da un soffice pan di spagna al cacao farcito con dei sottili strati di marzapane, uno strato di crema al gianduia e uno di crema al pistacchio. 

Ricorda per i suoi ingredienti i famosi cioccolatini MOZARTKUGELN o palle di Mozart.

Il contrasto tra dolce e aspro lo rende un dessert speciale, meno stucchevole della più famosa Sacher, di facile esecuzione e di sicuro effetto.