Robespierre: che di tagliate perfette se ne intendeva assai

di Paolo Clemente Wicht

"La libertà consiste nell'obbedire alle leggi che ci si è date e la servitù nell'essere costretti a sottomettersi ad una volontà estranea."

Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre detto l'Incorruttibile è stato un politico, avvocato e rivoluzionario francese, protagonista di spicco della Rivoluzione Francese e del Regime del Terrore. 

Gli storici e i contemporanei si sono divisi tra chi lo considerava un demagogo e un dittatore che causò le numerose esecuzioni di coloro che erano considerati nemici della Rivoluzione, e chi lo ritiene un idealista, cresciuto nelle idee dell’Illuminismo, in particolare quelle di Jean-Jacques Rousseau, devoto alla causa rivoluzionaria della Repubblica fino al sacrificio della stessa vita.

Probabilmente il più noto protagonista della Rivoluzione Francese, studiò legge a Parigi per poi esercitare l’avvocatura. 

Eletto deputato agli Stati Generali e quindi all’Assemblea Costituente, s’impose per i sentimenti democratici e la serietà dei programmi, comprendenti la richiesta del suffragio universale e dell’assoluta eguaglianza dei diritti di ogni cittadino. 

Robespierre fu tra i fondatori di un’associazione politica, il club dei giacobini (così detto perché aveva la sua sede nell’ex convento dei domenicani giacobini), di cui divenne presidente nel marzo del 1790. Pochi mesi dopo, però, nel luglio del 1791, condusse i suoi seguaci alla scissione dal gruppo moderato. Nel frattempo, si batté affinché re Luigi XVI venisse sottoposto a un processo.

Lo scontro raggiunse la massima tensione durante il processo al re (dicembre 1792 - gennaio 1793), nel quale Robespierre si espresse per la condanna del sovrano Luigi XVI che venne, infine, condannato a morte e giustiziato.

Egli collaborò ad instaurare un regime di terrore e dittatura che aveva come strumento le condanne a morte emesse a migliaia dal tribunale rivoluzionario. 

Con la sua energia e incorruttibilità salvò la Francia dalla rivolta interna e dall’invasione straniera, ma quando l’opinione pubblica manifestò il desiderio di vivere in maggior tranquillità, venne arrestato e anche lui ghigliottinato (28 luglio 1794). 

Robespierre non fu solo un rivoluzionario, ma anche ispiratore di usi e costumi che gli sopravvissero. 

Vogliamo ricordare la Camicia alla Robespierre: fatta con un colletto largo e aperto; oppure la guida a destra: da lui ordinata in segno di sfida alla Chiesa, al fine di condurre carri e animali in opposizione all’uso cristiano di mantenere la sinistra della strada, indicato la prima volta nel 1300 da Bonifacio VIII per il Giubileo.

Ma a noi intrigante e un po’ macabra interessa la famosa tagliata o filetto detto alla Robespierre: il suo piatto preferito.

La ricetta viene fatta con un pezzo di carne di manzo tagliato alto e cotto in modo che arrostisca bene all'esterno ma si mantenga al sangue all'interno. 

Fra gli aromi fondamentali della preparazione anche aglio, rosmarino e pepe verde, che si dice vennero messi nella cesta contenente la sua testa ghigliottinata per identificarla come quella di un maiale.