Giovane Cosette che spazza: 1862 disegno per Les Misérables di Victor Hugo. L'illustratore francese Émile Bayard ha disegnato questo schizzo di Cosette per la prima edizione. È diventato emblematico dell'intera storia, essendo utilizzato nell'arte promozionale per varie versioni del musical. (© Wikipedia)

"I miserabili" di Victor Hugo

di Valerio Rosa

“L'abbrutimento dell'uomo per colpa dell'indigenza, l'avvilimento della donna per colpa della fame e l'atrofia del fanciullo per colpa delle tenebre”: la complessa architettura de I miserabili si poggia sulle tre famose accuse che Victor Hugo muove a una società dominata dall'ignoranza, dalla miseria e dall'ingiustizia sociale.

Intorno alla parabola di redenzione e riscatto di Jean Valjean ruota una labirintica rete di sottotrame, animate da decine di personaggi secondari: dall'implacabile Javert, simbolo dell'ottusità del dovere inteso fino all'inesorabilità, al vescovo Myriel, incarnazione della misericordia cristiana; dal carismatico rivoluzionario Enjolras ad alcune commoventi figure di damnés de la terre, come la prostituta Fantine e il simpatico monello di strada Gavroche.

Romanzo storico, politico, sociologico, ma anche feuilleton in cui, in uno stile tra l'epico e il fiabesco, si alternano cambi di scena e di identità, fughe e pentimenti, arresti ed evasioni, I miserabili è una delle opere più popolari della narrativa mondiale e tra le più saccheggiate dal cinema.

Ne parleremo con Dominique Garand, scrittore e docente di letteratura all'Università del Québec di Montréal; con Alberto Mario Banti, professore di storia contemporanea all'Università di Pisa; con il critico cinematografico Enrico Magrelli e con lo scrittore e funzionario editoriale Alberto Rollo.

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