Copertina della seconda edizione de "I promessi sposi" realizzata da Francesco Gonin (Wikipedia)

"I promessi sposi" di Alessandro Manzoni

di Brigitte Schwarz

La nostra serie estiva sui grandi romanzi dell’Ottocento continua con "I Promessi sposi” di Alessandro Manzoni o, come dice il sottotitolo, “storia milanese del secolo 17esimo” che l’autore finge di avere “scoperta e rifatta” sul manoscritto di un anonimo contemporaneo. Considerato il primo romanzo storico della letteratura italiana, e preceduto dal “Fermo e Lucia”, pubblicato in una prima versione (detta Ventisettana) nel 1827, rivisto in seguito dallo stesso autore, fu ripubblicato nella sua versione definitiva tra il 1840 e il 1842 (la Quarantana). Libro fortunatissimo ma poco amato “I promessi sposi” sono, in realtà, un romanzo di straordinaria modernità, l'unico a porsi, nel primo Ottocento, all'altezza dei grandi capolavori della narrativa europea. Ne parliamo con Stefano Prandi, professore ordinario di letteratura italiana e direttore dell’Istituto di Studi italiani dell’Università della Svizzera italiana, Jone Riva, conservatrice scientifica di Casa Manzoni a Milano, Gianfranco Ravasi, cardinale, arcivescovo, biblista, già prefetto della Biblioteca Ambrosiana per quasi un ventennio, Federica Alziati, ricercatrice all’Università di Friburgo, che ai Promessi Sposi ha dedicato il recente saggio "Invenzioni che somigliassero a qualcosa di umano", pubblicato da Ets e Maria Goffredo, direttrice della Biblioteca Braidense di Milano.

Brani Brani in onda Candide. Operette - Michael Sanderling; DIR / Berner Symphonieorchester; ENS Ore 9:41