La Recensione

di Andrea Ottonello

Johann Sebastian Bach (Wikipedia)

La Recensione di Reteduecinque
Da lunedì 07 a venerdì 11 maggio 2018 alle 16:00

Tre straordinari pianisti sulla breccia da decenni, totalmente diversi tra di loro, inframezzati da due strumenti monodici (il violino e la voce umana) suonati da artisti più giovani: questa l’architettura della settimana di recensioni curata da Andrea Ottonello.

Il primo disco della settimana è un doppio inedito a firma Decca, che pubblica due registrazioni dal vivo con uno dei più grandi pianisti del nostro tempo (e che molti rimpiangono, essendosi ritirato dalle scene ancora nel pieno delle forze): la prima è il Concerto di Schumann che Alfred Brendel ha interpretato al Musikverein di Vienna nel marzo 2001 con i Wiener Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle per festeggiare il suo 70° compleanno. Seguono le Variazioni e Fuga su un tema di Haendel, brano che non aveva mai registrato prima d’ora, eseguito presso il Konzerthaus (sempre nella capitale austriaca) nel giugno 1979.

Martedì sarà dedicato a Bach e alla vetta delle 6 Sonate e Partite per violino solo, che non mancano mai nella discografia di ogni buon violinista; sarà interessante ascoltare Isabelle Faust, che non nasce come filologa pura, ma che poi si è dedicata con rinnovato entusiasmo alla prassi esecutiva storicamente informata per Harmonia Mundi.

Un altro pianista dell’olimpo a metà settimana: Menahem Pressler, una leggenda vivente del pianoforte, che a 94 anni (!) registra il suo primo CD da solista per Deutsche Grammophon. Un omaggio al repertorio francese che ha giocato un ruolo fondamentale nella sua carriera fin dalla vittoria ottenuta nel 1946 al Concorso Debussy di San Francisco. Fondatore e membro dell’indimenticabile Trio Beaux Arts, Pressler prosegue instancabilmente la sua attività di interprete e di insegnante in tutto il mondo.

Come le Sonate bachiane sono una vetta per tutti i violinisti, così la Winterreise di Schubert lo è per qualunque solista di canto: vetta scalata di recente da Mark Padmore per Harmonia Mundi, insieme a Kristian Bezuidenhout al fortepiano, che restituiscono un ritratto drammatico dell’ultimo, febbrile periodo della breve vita del compositore viennese.

La settimana si chiude con un disco appena licenziato dalla ECM che ha per protagonista lo Standards Triodi Keith Jarrett: il gruppo ha realizzato registrazioni eccezionali, e “After The Fall” si classifica tra le migliori di queste. Sono rimasto stupito nel sentire quanto la musica funzionasse scrive Keith Jarrett nelle note del libretto, er me non è soltanto un documento storico, ma un vero gran concerto. Questa performance - a Newark, nel New Jersey, nel novembre del 1998 ha segnato il ritorno di Jarrett sul palco dopo una pausa di due anni. Raggiunto dai suoi partner Gary Peacock e Jack DeJohnette, vola attraverso i grandi classici dell’American Songbook tra cui “The Masquerade Is Over”, “Autumn Leaves”, “When I Fall In Love” e “I ll See You Again”. Ci sono inoltri versioni mozzafiato di classici del bebop come “Scrapple From The Apple” di Charlie Parker, “Bouncin With Bud “di Bud Powell e “Doxy” di Sonny Rollins.

Brendel Live in Vienna, con Simon Rattle

Bach, 6 Sonate, Harmonia Mundi

Menahem Pressler, Debussy, Deutsche Grammophon

 

Mark Padmore, Schubert, Harmonia Mundi

 

Keith Jarrett, “After The Fall”

 

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