La Recensione

di Valerio Corzani

Seun Kuti & Egypt 80 (© Loreta Daulte)

La Recensione di Reteduecinque
Da lunedì 28 maggio a venerdì 1. giugno 2018 alle 16:00

Brasile, Inghilterra, Svezia, Nigeria: non ci faremo mancare le escursioni geografiche e i cambianti di fuso nella nostra settimana di recensioni. Iniziamo da un nume tutelare della nuova musica brasiliana e dalle sue alchemiche escursioni sonore: Lucas Santtana. Il compositore, cantante e musicista di Salvador de Bahia si mette in modalità aereo (il titolo “Modo Avião” vuol dire proprio questo) e confeziona un album davvero molto intenso con una modalità di arrangiamento di tipo quasi cameristico e un grande rispetto per la tradizione sonora della sua regione. Protagonista della recensione del martedì è una tra le giovani band più apprezzate nel Regno Unito: The Young Uns provengono dal Teeside, nord-est inglese, terra di solide radici working-class. Questo trio di cantastorie a cappella del nuovo millennio è composto da Sean Cooney e dai cantanti Michael Hughes e David Eagle e confeziona con Strangers una vera e propria epopea per voci e antiche storie. Attraversiamo il mare del nord e il giorno dopo ci troviamo in Svezia, terra natale del pianista Bobo Stenson. Trasferimento virtuale perché in realtà l’album di cui ci occupiamo è stato registrato (come molte delle produzioni della Ecm di Manfred Eicher) nel nostro Auditorio Stelio Molo. Al fianco del pianista i due fedeli accoliti del trio che porta in giro da tempo: Anders Jormin al contrabbasso e Jon Fält alla batteria. Dopo sei lunghi anni (l'ultimo album Indicum risale al 2012) il trio torna con un progetto che vuole essere un omaggio alla musica degli altri. Un solo brano, Alice, è a firma di Stenson, tutte le altre tracce sono composte per la maggior parte da Jormin ed il resto del repertorio si rivolge principalmente alla musica classica del secolo scorso (Bartók, Mompou e Satie).

Dalla Svezia, via Lugano, continuiamo a puntare decisamente verso sud e giovedì approdiamo in Nigeria. Seun Kuti è il figlio del grande Fela, simbolo della revanche musicale africana e maestro dell’afro-beat. Il virgulto persegue da anni una sua declinazione molto credibile del verbo del padre, con un gruppo composto da alcuni ex musicisti della band di Fela e qualche accorgimento timbrico che può far parlare nel caso del nuovo “Black Times” di “afrobeat 2.0”.

Per chiudere la settimana torneremo in Inghilterra: Fink è il trio guidato dal musicista di Brighton Fin Greenall. “Resurgam” è un disco scuro, ombroso dove il piglio cantautoriale si ritaglia una propria specifica originalità puntando sul sapiente uso delle chitarre e sull’eloquio molto caratteristico della voce del leader. Quest’ultimo, parafrasando il titolo di uno dei brani che abbiamo scelto di far ascoltare nel corso della nostra recensione, usa davvero le corde vocali con il piglio di chi vuole applicare ai brani un determined cut, ovvero un taglio risoluto...

Lucas Santtana, "Modo Avião"

 

The Young'uns, "Strangers"

 

Bobo Stenson Trio, Ecm  

 

Seun Kuti, "Black Times", Strut Records  

 

Fink, "Resurgam", R͛coup͛d Records

 

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