La Recensione

di Valerio Corzani

Da lunedì 11 a venerdì 15 marzo 2019

Il palinsesto di "Never The Same" inizia con un riff di sintetizzatore che ricorda certi brani house e subito viene affiancato da un parterre strumentale che lo riporta nell’alveo di un jazz mai convenzionale, ma certo più canonico e rassicurante. Sono le prime mosse sonore dell’album del chitarrista Francesco Diodati che aprirà questa settimana di recensioni a Reteduecinque.

Il giorno successivo un piccolo evento discografico: è infatti appena uscito un disco postumo di Gianmaria Testa, il più “francese” dei cantautori italiani. “Prezioso” si compone di undici nuove canzoni registrate per lo più in forma di appunti sonori per voce e chitarra. Tracce pensate fra le mura della casa di Castiglione Falletto o di Alba per album futuri o per altri artisti che spesso chiedevano la sua collaborazione. Un regalo insperato, un piccolo scrigno pieno di tesori.

Ci sono passaggi davvero intensi anche nella nuova raccolta di Eleni Karaindrou per la Ecm. Parliamo di raccolta perché “Tous des oiseaux” in realtà mette insieme le colonne sonore di due film: “Tous des oiseaux” del regista Wajdi Mouwad e “Bomb. A love Story” di Payman Maadi. La compositrice greca si disimpegna magnificamente in questo lavoro di tinta e pastello sonoro, utilizzando dal punto di vista timbrico sia l’organico orchestrale che alcuni strumenti etnici come il ney, il kanoaki, la lira e il mandolino.

Opera cinematica e impressionistica anche quella che presenteremo giovedì: si tratta del nuovo album del Duo Bottasso che per l’occasione hanno voluto al loro fianco il sound designer Simone Sims Longo. È in parte anche questa una colonna sonora, in particolare la colonna sonora del documentario “Biserta, storia a spirale” sulla rivoluzione araba e le sue conseguenze. Ma il disco dei fratelli Niccolò e Simone Bottasso e i tappeti elettronici di Simone Longo include anche altri viaggi sonori, tanto che il titolo dell’album edito da Visage Music non coincide con quello del documentario, lo evoca soltanto allargando il range: “Biserta e altre storie”.

Chiuderemo il tracciato settimanale con una nuova produzione africana. L’immaginario musicale del maliano Bassekou Kouyate è fortemente caratterizzato dal suono di un piccolo strumento tradizionale, lo ngoni, un cordofono a tre o cinque corde che Kouyate padroneggia con grande abilità e sul quale innesta una serie di trip sonori caratterizzati anche dall’intervento di molti ospiti: Majid Bekkas, Habib Koité, Abdoulaye Diabate, Madera Limpia, Afel Bocoum...

 
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