Dé Soda Sisters,
Dé Soda Sisters, "Arriverà l’estate?", Materiali Sonori (dettaglio copertina) (matson.it/)

La Recensione

di Giordano Montecchi

Da lunedì 17 a venerdì 21 febbraio 2020

Se, come è stato osservato, i jazzisti più interessanti di oggi sono quelli la cui musica sembra avere poco o niente a che fare col jazz, allora Louis Sclavis è sicuramente fra i maggiori jazzisti di oggi. Il suo nuovo album ECM, Characters on a Wall, con la sua tavolozza espressiva imprevedibile e ricchissima, sembra quasi la dimostrazione di questo assunto, collocandosi dalle parti di un’ipotetica musica da camera del XXI secolo.

Come altri grandi russi, Sergej Prokof’ev offre di sé un’immagine alquanto adrenalinica e perentoria. Bruno Philippe, giovane star del violoncello e Christoph Eschenbach restituiscono in questo disco Harmonia Mundi un ritratto che forse dilegua in qualche misura ciò che somiglia molto a uno stereotipo fin troppo sfruttato. Il dittico, Sinfonia Concertante e Sonata per violoncello e pianoforte si presta molto bene.

È una categoria che, giustamente, inevitabilmente e anche provvidenzialmente, sta proliferando e che non cessa di stupire. Sono i compositori di musica da film. Non di rado quando si cimentano con la musica da concerto, si respira aria nuova. Danny Elfman è uno di questi. Gli echi del suo acciaio orchestrale divenuto celebre con Batman, Men in Black, gli eroi Marvel, ecc. filtrano anche qui, ma questo Concerto per violino e questo Quartetto con pianoforte ci riservano molto altro.

Fra le città italiane, Livorno è quella che più di ogni altra, coltiva la comicità e l’ironia come un’arte vera e propria, raffinata o provocatoria, gentile o brutale ma, di regola, sempre ancorata alla vita e alla passione civile. Dé Soda Sisters sono livornesi d’elezione e con il loro terzo album, "Arriverà l’estate?", una sequenza di canzoni originali, folkloriche, partigiane, ecc., sfoggiano un’irresistibile verve satirica e, letteralmente, "castigant ridendo mores".

L’archivio di Frank Zappa è inesauribile. Fra i suoi album Orchestral Favorites uscì nel 1979 e fu un album sfortunato per molte ragioni. Eppure resta una pietra angolare nella carriera compositiva di questo genio non etichettabile. Quarant’anni dopo, esce questo triplo album, una sorta di emozionante documentario audio del contesto in cui Frank Zappa operava e che, purtroppo, ben difficilmente, riusciva a infrangere i vincoli inesorabili imposti dai discografici.

 
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