La Recensione

Con Andrea Estero

Daniel Hope (Courtesy of Daniel Hope official facebook page)

La Recensione di Reteduecinque
Da lunedì 15 a venerdì 19 maggio 2017 alle 16:00

Se diciamo Stagioni, in musica pensiamo a Vivaldi. Ma il Prete rosso non è l’unico compositore che ha tratto ispirazione dalla meteorologia. Da Rameau a Bach, da Schumann a Ciaikovskij, da Kurt Weill agli autori di oggi il tempo, non solo quello ritmico, è un affare per musicisti, in questo caso per il violinista Daniel Hope che con una squadra di solisti e i membri dell’Orchestra da camera di Zurigo ha accostato e trascritto per il suo violino alcuni di questi brani in un album Deutsche Grammophon davvero "atmosferico".

Di tutt’altro peso l’impresa di Roberto Prosseda appena giunta a conclusione: l’integrale dell’opera pianistica di Felix Mendelssohn raccolta in dieci cd. Il problema Mendelssohn, indicato dal sommo musicologo Carl Dahlhaus, qui si tocca con mano. Come far stare insieme cullanti romanze senza parole, scapricciati rondò, brillanti morceaux de concert, con austeri preludi e fuga e impegnative costruzioni sonatistiche? La risposta ce la dà Prosseda, che include in questo cofanetto Decca pure alcuni brani in prima registrazione mondiale.

Un’altra simbiosi musicale è quella tra Monteverdi e Rinaldo Alessandrini. Dopo anni trascorsi su madrigali, vespri e melodrammi del compositore cremonese, l’occasione dei 450 anni dalla sua scomparsa è giusta per ripercorrere la marcia di avvicinamento compiuta dal Concerto italiano verso l’esecuzione più corretta possibile di questa musica. Lo permette un disco Naive che raccoglie exempla dei diversi generi e delle diverse stagioni della creatività monteverdiana, testimonianza discografica di un format concertistico con cui Alessandrini in questi mesi sta girando teatri e sale da concerto.

Una relazione improbabile sarebbe invece quella tra l’Italia e il pianoforte. Nonostante il gravicembalo col piano e forte sia nato a Firenze, i compositori italiani hanno dato poco al suo repertorio. Ad attenuare, se non a smentire, questa impressione, ci ha pensato il giovanissimo Francesco Mazzonetto, che ha inciso per Sony un album che restituisce i punti cardinali del contributo italofono alla tastiera: dai precursori Galuppi e Cimarosa a Clementi, da Sgambati ai 15 preludi di Nino Rota: vera, intrigante, scoperta, testimonianza di una passione pianistica sommersa ma che, carsicamente, nel Novecento riemerge.

Per Sostakovic era uno dei geni dell’Unione sovietica. Ebreo emigrato da giovane a Mosca, Mieczylav Weinberg compose opere teatrali e musica strumentale in modo prolifico. Da quando, nel 2010, Die Passagierin è stata presentata al Festival di Bregenz, è iniziata una vera e propria riscoperta, o scoperta tout court, del suo lascito musicale, animato da figure di spicco della scena musicale internazionale. Tra quest’ultime Gidon Kremer, che insieme alla Kremerata Baltica ha inciso un doppio album (Ecm) contenente le 4 Sinfonie da camera e il Quintetto per pianoforte. Ascolteremo di che si tratta.

For Season Daniel Hope, Deutsche Grammophon

Mendelssohn Complete Piano Works Roberto Prosseda, cofanetto Decca

Monteverdi Night, Stories of lovers and warriors, Rinaldo Alessandrini

Italian Piano Works, Francesco Mazzonetto, Sony

Weinberg Chamber Symphonies, Piano Quintet Gidon Kremer, Ecm

 

Un Guardiacaccia in arrivo...

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