La Recensione

a cura di Andrea Estero

Cecilia Bartoli (Keystone)

La Recensione di Reteduecinque
Da lunedì 25 a venerdì 29 dicembre 2017 alle 16:00

Non era mai successo che una donna cantasse nella Cappella che custodisce i tesori e la tradizione esecutiva del Cattolicesimo musicale. Era ora, e lo ascoltiamo il giorno di Natale con il disco "Veni Domine" (Dg) dove, tra gli angeli svettanti dipinti da Michelangelo, nella Sistina compare anche la voce di Cecilia Bartoli. È solo un cammeo in un album che ribadisce l'impegno di aggiornamento stilistico ed esecutivo con cui il nuovo direttore della cappella, Massimo Palombella, intende rinvigorire la presenza dello storico ensemble vocale vaticano. Palestrina, Desprez, Victoria, Allegri, Clemens non Papa e altri maestri tra riforma musicale e controriforma religiosa in brani dedicati al periodo dell'Avvento e della Natività.

Ennio Morricone è un genio quando scrive musica per film, ma fa finta di non saperlo. Preferisce essere considerato un compositore di musica "assoluta". E noi lo accontentiamo facendo ascoltare non solo l'indimenticabile tema da "Mission" ma anche l'avveneristica, visionaria, musica per 11 violini: la sua identità d'avanguardia. È il contenuto di "Cinema per archi", il nuovo disco dell'etichetta Arcana che - grazie agli arrangiamenti realizzati per gli Archi di Santa Cecilia diretti da Luigi Piovano - esplora le relazioni tra grande schermo e sala da concerto di tre premi Oscar: oltre a Morricone, Nino Rota e Nicola Piovani.

Prima del cinema c'era il melodramma. A quel tempo il più grande narratore per suoni e immagini era Giuseppe Verdi. La sua capacità di sintetizzare in suoni il racconto visivo commuove ancora oggi. Soprattutto quando la sua musica - non abbastanza considerata nella sua essenza orchestrale - è affidata invece a un direttore che ne conosce tutti i segreti. Fabio Luisi, oggi al vertice della scena direttoriale internazionale, con la Philharmonia Zürich - la Filarmonica dell'Opera zurighese, di cui è direttore musicale - entra in questo universo strumental-teatrale dirigendo da par suo gli esiti meno scontati del laboratorio sinfonico verdiano, tra cui Masnadieri, Giovanna d'Arco, Jérusalem o Luisa Miller (Philharmonia rec).

Ci sono complessi da camera che suonano insieme per una vita intera. Altri che si formano e si disfano per un concerto, una tournée o un cd. Ma non è detto che i primi siano migliori dei secondi. Sono soltanto diversi. Nei primi ammiriamo la coesione, l'intesa, a volte prevedibile; nei secondi attendiamo le reazioni, le sorprese, i cortocircuiti espressivi estemporanei. Soprattutto quando si è di fronte a interpreti "creativi". È il caso di Daniil Trifonov, pianoforte, e Anne-Sophie Mutter, violino: personalità musicali così spiccate (e diverse l'una dall'altra) che il loro incontro nel nuovo album Dg per il Quintetto "La Trota", e per altre perle cameristiche schubertiane, non può che essere davvero intrigante.

Cecilia Bartoli apre e chiude la settimana. Se lunedì la sua voce era sacra, castigata, venerdì la troviamo in tutto il suo splendore acrobatico a preparare le più profane feste di fine anno. I duetti-duelli tra la sua voce crepitante e il violoncello di Sol Gabetta su musiche di Caldara, Albinoni, Vivaldi, Handel e altri (Decca) raccontano di una civiltà musicale - quella del pieno barocco - in grado di divertirsi coi suoni: tra effervescenze da brindisi e veri e propri fuochi d'artificio.

Veni Domine, Sistina Chapel Choir, Deutsche Grammophon

Morricone, Piovani, Rota, Cinema per archi, Gli archi di Santa Cecilia, Arcana

Verdi, Ouvertures and Preludes, Fabio Luisi, Philarmonia rec

Schubert, Forellenquitett, Anne-Sophie Mutter Daniil Trifonov, Deutsche Grammophon

Cecilia & Sol, Dolce duello, Decca

 

Il gioco del mondo

Seguici con
Altre puntate