La Recensione

a cura di Valerio Corzani

Jowee Omicil (Courtesy Jowee Omicil official facebook page)

La Recensione di Reteduecinque
Da lunedì 1. a venerdì 05 gennaio 2018 alle 16:00

Una vera e propria odissea nel suono quella del sassofonista Dimitri Grechi Espinoza. Il primo album che recensiremo questa settimana è stato infatti registrato in completa solitudine in un antico complesso architettonico nei pressi di Livorno. Ogni brano “narra” di un aspetto della Natura e della sua creazione e il jazzista italiano decora un mosaico di sonorità ipnotiche e fortemente simboliche.

Una tattica affine a quella dell’ensemble Hirundo Maris, capitanato dalla cantante e arpista Arianna Savall, che ha registrato il suo pregevole “The Wind Rose” all’interno di un castello del XVII secolo nella regione belga della Vallonia. Tattica affine per quel che riguarda la location, l’ambito stilistico è sostanzialmente diverso perché gli Hirundo Maris non frequentano jazz e minimalismo, ma rielaborano la musica antica di matrice popolare e folk e agitano le acque di questi bacini davvero vaso comunicanti.

Qualche affinità più stretta con il sassofonista che aprirà la nostra settimana di recensioni ce l’ha il protagonista del terzo album del nostro lotto. Si tratta del sassofonista (ma suona anche vari tipi di ottoni) Jowee Omicil. Nato a Montreal da genitori haitiani, vive e lavora in Francia (a Parigi in particolare) già da qualche anno. Il suo jazz ha un approccio fortemente sincretico, non si nega né escursioni nell’hip hop, né in quelle acque caraibiche che devono evidentemente aver temprato il suo dna.

Nella terra che ha dato i natali a Omicil torneremo con il quarto album della nostra settimana: in particolare andremo a Vancouver pur puntando lo sguardo anche sull’est Europa. I Dálava sono Julia Úlehla e Aram Bajakian, duo cosmopolita newyorkese residente a Vancouver, partner in arte e nella vita. In “The Books of Transfigurations” rileggono tredici ballate della tradizione orale della Moravia. Lo fanno con fervore e affetto, senza rinunciare a filtrare le loro rielaborazioni con un piglio sonoro piuttosto avantgarde.

Guardano avanti infine, anche il vocalist John De Leo e il pianista Fabrizio Puglisi. In “Sento doppio” si rimpallano continuamente il testimone di una curiosità timbrica davvero famelica. La mettono al servizio di un repertorio in gran parte originale, fatta eccezione per un brano di Leonard Bernstein, uno di John Coltrane e uno di Thelonious Monk. Noblesse obblige.

Dimitri Grechi Espinoza, "ReCreatio", Poderosa  

 

Hirundo Maris, "The Wind Rose", Diem Records 

 

Jowee Omicil, "Let’s Bash!; Jazz Village/Pias 

 

Dàlava, "The Books of Transfigurations", Songlines 

 

John De Leo/Fabrizio Puglisi, "Sento doppio", Carosello

 

Quattro Villaggi - 1 Paese

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