(iStock)

Casa Ararat

di Valerio Maggio

LASER
Mercoledì 14 marzo 2018 alle 09:00
Replica alle 22:35

 

"Per noi il centro Ararat è veramente un piccolo kurdistan. Se mi sento male, vengo qui, trovo curdi e italiani, faccio quattro chiacchiere con loro e mi sento subito bene. Questo è Ararat" racconta Said.

Il centro culturale kurdo Ararat è un edificio che si affaccia sul Campo Boario, nel quartiere Testaccio a Roma. Dal finire degli anni ’90 è diventato un luogo importante a livello nazionale e internazionale per i kurdi che scappano verso l’Europa. La palazzina è stata ribattezzata Ararat prendendo così il nome dal monte più importante per i kurdi e richiamando al tempo stesso il nome della prima nave carica di profughi kurdi che giunse in Italia.

La storia del centro Ararat si lega al passato recente di Roma, vede intrecciarsi i sogni e le speranze di italiani e kurdi, l’impegno e lo sforzo di diverse associazioni, di architetti. Negli anni è diventato una casa, un centro culturale, un luogo aperto dove entrare in contatto con la cultura kurda, dove prendere un chai (un tè) o seguire lezioni di lingua. I ricordi di Gianluca Peciola e Alfonso Perrotta, la voce di Said e Giawide, la musica e il canto di Mamoste ci aiutano a ripercorrere la storia di Ararat e scoprire un vero gioiello nel cuore di Roma.

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