Christian Boltanski alla Biennale di Venezia del 2011 (Keystone)

Christian Boltanski

di Vito Calabretta

Laser
Martedì 1. marzo 2016 alle 09:00
Replica alle 22:35

 

Christian Boltanski, artista europeo tra i più influenti, viene definito di volta in volta fotografo, regista, installatore, performer. Originariamente egli si definisce un pittore. Sinteticamente si sottolinea la portata concettuale del suo lavoro perché si vuole dire che, rispetto agli strumenti, alle tecniche espressive utilizzate, egli produce significati il cui peso specifico è superiore. Una sua opera, ad ogni buon conto, può essere fatta di stracci, di ombre, di indumenti, di microfoni, di lampadine o di candele o di mille altre cose (fin dal suo film "L’uomo che tossisce", nel quale l’artista emetteva una tosse a conati, sarcastica e inquietante). Vito Calabretta lo ha incontrato alla Fondazione Merz di Torino, in occasione della sua mostra "DOPO" che è un generale omaggio a Mario Merz e dove abbiamo video, immagini di volti, ombre proiettate sui muri e altro ancora. 

 

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