"Foroba Yelen. Luce collettiva" esposizione al Museo di Leventina fino al 28 ottobre (http://museodileventina.ch/)

Coltivare l’architettura. Un’ipotesi dell’architetto Matteo Ferroni

di Tiziana Conte

LASER
Lunedì 15 ottobre 2018 alle 09.00
Replica alle 22.35

 

Un mulino trasformato in “pensatoio” o il buio di una notte africana o ancora la forza silenziosa della campagna umbra, sono i luoghi di elezione dell’architetto perugino Matteo Ferroni per progettare un'architettura coltivata nel tempo e che rifletta sulla sua natura civica.

Ne è un esempio la lampada Foroba Yelen, invenzione che ha portato all’attenzione internazionale il lavoro di Ferroni, premiata dalla Città di Barcellona ed esposta permanentemente nella Biosphère di Montreal come modello di integrazione tra tecnologia, cultura e natura. Un progetto attualmente esposto - fino al 28 ottobre - al Museo di Leventina a Giornico nell’ambito della mostra “Foroba Yelen. La luce elettrica e le trasformazioni sociali in Mali e in Leventina”.

Il suo primo progetto è già una chiara direzione del suo lavoro e segna un incontro importante con il regista Luca Ronconi con il quale collabora per la progettazione del Centro Teatrale Santa Cristina a Gubbio che Ronconi ama definire “uno spazio di libertà”.

Laureato all'Accademia di Architettura di Mendrisio, ha fondato in Ticino la Fondazione Eland, è stato visiting professor presso le università di Bamako, Londra e Città del Messico e tiene conferenze in tutto il mondo. La sua opera, profondamente segnata da un approccio umanistico alla disciplina, è stata pubblicata nei principali media internazionali e nei cataloghi del Vitra Design Museum e del MoMA.

Serata evento: Dataland

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