Il linguaggio, l’amore, la rivolta - Incontro con Julia Kristeva (1./2)

Incontro con Julia Kristeva - di Roberto Antonini

È probabilmente, dopo Simone de Beauvoir, l’intellettuale donna più influente in Francia. Julia Kristeva, nata 70 anni fa in Bulgaria, si situa, con le sue ricerche e il suo approccio interdisciplinare nella grande tradizione intellettuale francese. Quando arriva in Francia all’inizio degli anni 60, Roland Barthes che diventerà presto il suo mentore, capisce subito che ha a che fare con una personalità straordinaria. Marxismo, psicanalisi, linguistica, semiotica, strutturalismo: gli anni 60 e 70 sono quelli dove le diverse discipline e le grandi correnti del pensiero si incontrano, si scontrano, dialogano, si respingono. Il mondo intellettuale è vivo, condiziona il dibattito pubblico. Parigi si conferma la capitale mondiale della cultura. La Kristeva conosce personalità del calibro di Mikhail Bakhtin, Jacques Lacan, Philippe Sollers (che diventerà suo marito), Claude Lévi-Strauss. Ascolta i maestri e poi fa la sua sintesi in una lunga serie di opere che trattano di linguistica, di letteratura, di psicanalisi, che ci raccontano del nostro rapporto con l’altro o dei mali dell’anima, che spiegano il “genio femminile”, che ripercorrono la vita di Santa Teresa, che si incuneano per snidarne i misteri, nel rapporto che abbiamo con il corpo, che analizzano il senso e il bisogno della rivolta nei testi Louis-Ferdinand Céline o Jean Paul Sartre. Julia Kristeva, si racconta ai microfoni di Rete Due in un incontro con Roberto Antonini che proponiamo in due puntate.