Protesta del 25 ottobre 1956 a Budapest, Ungheria (©FOTO:FORTEPAN / Nagy Gyula)

Konrad Farner, l'incubo rimosso

L'anticomunismo nella Svizzera del dopoguerra, di Raffaella Barazzoni

LASER
Giovedì 12 ottobre 2017 alle 09:00
Replica alle 22:35

Nell'autunno del 1956 l'Ungheria visse la sua Primavera, brutalmente stroncata dai carri armati sovietici. La Svizzera si mostrò molto accogliente e solidale con i profughi ungheresi che cercarono asilo in terra elvetica. A distanza di mezzo secolo gli storici interpretano quello slancio anche attraverso il profondo sentimento anticomunista che proprio a seguito dell’'insurrezione si era molto acuito in tutto il Paese. Gli aderenti al partito comunista, peraltro una componente esigua, furono percepiti come delle autentiche minacce per la stabilità interna e divennero oggetto di campagne denigratorie e di esclusione sociale virulente. Fu il caso di Konrad Farner, un intellettuale e pubblicista svizzero tedesco, membro del Partito Comunista ed in seguito del Partito del Lavoro, la cui vicenda umana oggi è quasi sconosciuta, ma che rimane uno degli episodi più radicali scaturiti da una contrapposizione ideologica che non tollerava alcun terreno di confronto.

La notte del cortometraggio

Seguici con