"The People's Republic of the Disappeared: Stories from inside China's system for enforced disappearances" (Dettaglio di copertina)

Sparizioni forzate

di Gabriele Battaglia

LASER
Mercoledì 11 luglio 2018 alle 09.00
Replica alle 22.35

 

Si chiama "sorveglianza residenziale in un luogo designato" (Rsdl), è una forma di detenzione extragiudiziale inserita nel codice di procedura penale cinese nel 2012. La formula può ricordare gli arresti domiciliari, ma così non è: con la “sorveglianza residenziale”, chiunque sia ritenuto un pericolo per la sicurezza nazionale può scomparire fino a sei mesi, in regime di isolamento, all'interno di centri di prigionia che operano al di fuori del sistema giudiziario.

Nel 2017, alcuni attivisti per i diritti umani hanno pubblicato un libro che per la prima volta raccoglie undici testimonianze di persone che sono passate attraverso questo sistema di “sparizioni forzate”. Si intitola "The people’s republic of the disappeared. Stories from inside China’s system for enforced disappearences".

In un colloquio con gli autori del libro, “Laser” si fa raccontare che cos'è la Rsdl e le esperienze di chi l'ha vissuta sulla propria pelle.

Le voci narranti sono:
. Teng Biao, avvocato per i diritti umani. Arrestato due volte, nel 2008 e nel 2011, adesso si trova a Harvard come visiting scholar. È anche l'autore dell'introduzione del libro.
. Peter Dahlin, attivista della ONG China Action, un'organizzazione che forniva consulenza e supporto legale agli avvocati per i diritti umani. Dahlin, di nazionalità svedese, fu arrestato il 4 gennaio 2016, posto in regime di “sorveglianza residenziale” e quindi rilasciato 20 giorni dopo ed immediatamente espulso dalla Cina, dopo una confessione trasmessa dalla televisione nazionale, che lui poi ha ritrattato.
. Michael Caster, ex attivista di China Action e curatore di "The people’s republic of the disappeared".

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