Taj Mahal, Agra, India (iStock)

Viaggio nella filosofia dell’India

di Michela Daghini e Roberto Antonini

LASER
Giovedì 07 dicembre 2017 alle 09:00
Replica alle 22:35

Una filosofia multi millenaria che attraversa i grandi testi sacri e le grandi saghe (dai Veda al Mahabarrata), in cui il sacro è indissociabile dal profano, in cui il mito e la realtà materiale convivono senza creare quegli attriti e quei contrasti che risulterebbero da una concezione basata sul razionalismo occidentale. La filosofia indiana (o le filosofie indiane) è l’argomento di questo “Laser” che ripropone alcuni estratti della serata pubblica tenutasi al LAC di Lugano lo scorso 15 novembre, ospite il grande indologo Giuliano Boccali. Una serata nella quale si è in particolare cercato di isolare qualche elemento centrale che rendesse conto della complessità del pensiero indiano nelle grandi religioni, induista, buddista e jainista: il confronto tra il sé individuale (âtman) all’unità cosmica, l’assoluto trascendente (brahman), la visione non dualistica del mondo che non contrappone realtà corporea a mondo delle idee (ma che convive… Con una visione dualistica!), il senso dell’ascetismo, il samsara (il principio delle rinascite), il significato profondo del messaggio contenuto in quello che viene considerato il vangelo dell’Induismo, il Baghavad Gita.

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