(iStock)

A Ovest di Allah

di Roberto Antonini e Alessandro Bertellotti

La guerra in Siria ha segnato l’effimera esistenza del cosiddetto Califfato proclamato nel 2014 a Mosul in Iraq da Abu Bakr al-Baghdadi e che ha occupato la valle dell’Eufrate e un’importante fetta settentrionale della regione del Levante. Con la caduta della città di Baghouz, liberata lo scorso mese di marzo dalle Forze Democratiche Siriane a maggioranza curda (SDF), il tentativo jihadista di creare uno Stato basato esclusivamente sulla Sharia è giunto al capolinea. Per anni l’Isis con la sua strategia del terrore ha scolpito nell’immaginario collettivo scenari di orrore: repressione, violenza estrema, torture, oscurantismo religioso, esecuzioni pubbliche celebrate nel tripudio degli aguzzini davanti a folle costrette ad assistere a decapitazioni, annegamenti in gabbie di ferro, roghi. Migliaia di “foreign fighters”, il più delle volte giovani radicalizzati o convertiti dell’ultima ora, avevano lasciato l’Europa per raggiungere le file dell’Isis e combattere contro il “satana” occidentale. Molti di loro sono stati uccisi nei combattimenti e nei bombardamenti, molti sono stati fatti prigionieri dalle forze curde. I paesi europei, Svizzera compresa, rifiutano al momento il rimpatrio: troppo arduo e pericoloso sul lungo termine.

“Moby Dick” fa il punto sul jihadismo, sui combattenti europei, sul recupero dei giovani radicalizzati in occidente. Ospiti: Chiara Sulmoni, giornalista presidente di Start Insight di Lugano che si occupa di ricerca sulla radicalizzazione, Claudio Bertolotti esperto di jihadismo e terrorismo, Massimo Campanini tra i maggiori islamologi, accademico, autore di numerosi studi sull’Islam.

Ora in onda Tenera è la notte In onda dalle 0:40
Brani Brani in onda Patience Patients - Gerald Clayton Ore 0:51