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2’000 franchi al mese per rinunciare ad Internet

di Marco Salvi

Plusvalore
Lunedì 09 aprile 2018 alle 12:20

 

Ce lo sentiamo ripetere quotidianamente: la digitalizzazione porta nuovi modi di produrre, investire, consumare e interagire. Ma al di là del baccano mediatico, qual è l’importanza concreta del settore digitale rispetto ai settori tradizionali dell’economia? E quale il suo valore per la nostra vita quotidiana?

Prima di rispondere a queste domande è importante distinguere tra «settore digitale» e «economia digitale». Quest’ultima ingloba oramai l’insieme dell’economia perché non vi è un’attività – dall’agricoltura all’insegnamento – che faccia oggi a meno di tecnologie digitali. Un recente studio olandese mostrava ad esempio che ben l’86% delle imprese ha una presenza online. Il settore digitale invece è più ristretto. Comprende le attività basilari della digitalizzazione, i prodotti e i servizi delle TIC (le tecnologie dell’informatica e della comunicazione), le piattaforme online e le attività ad esse legate, quali l’economia partecipativa.

Ebbene, secondo una nuova pubblicazione del Fondo Monetario Internazionale, il settore digitale ammonterebbe a solo il 5% delle economie avanzate, se misurato in termini di valore aggiunto, reddito o occupazione. La Svizzera sarebbe tra i paesi più digitalizzati, con un contributo al PIL del settore digitale pari all’8%, simile quindi a quello di banche e assicurazioni.

Queste misure dell’impronta produttiva della digitalizzazione ne sottovalutano però il valore per i consumatori poiché molte delle transazioni digitali – da Facebook a Google - sono gratuite e quindi non contribuiscono direttamente all’aumento del PIL.

In una serie di esperimenti, studiosi del MIT di Boston hanno valutato il risarcimento necessario per indurre i consumatori a rinunciare ai servizi online. Stimano che ci vorrebbero in media ben 14’000 dollari per indurre gli utenti a rinunciare per un solo anno ai servizi dei motori di ricerca. L’email è la seconda categoria di beni digitali più apprezzati, con un «valore di rinuncio» pari a 8'400 dollari, seguita dalle mappe digitali. In tutto, servirebbero ben 25'000 dollari – pari a duemila franchi al mese - per farci rinunciare a tutti i servizi di Internet, a riprova del fatto che il benessere procurato dal mondo virtuale è ormai enorme, e va ben al di là del plusvalore di produzione.

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