Agire perché il Ticino diventi un ecosistema imprenditoriale

di Gianluca Colombo

Mentre noi ci preparavamo alle vacanze estive, Daniel J. Isenberg pubblicava su Harvard Business Review un articolo molto ispirato, intitolato: “Come iniziare una rivoluzione imprenditoriale”, nel quale spiega che è possibile sviluppare un vero e proprio ecosistema imprenditoriale quasi in ogni territorio. Per ecosistema imprenditoriale s’intende un insieme di condizioni e di risorse che rendono il territorio fertile per l’innovazione imprenditoriale, sia essa generata da imprese nuove oppure già consolidate. I vantaggi per la società e per l’economia locale sono evidenti, poiché lo sviluppo economico fondato sull’innovazione è meno esposto alle crisi, essendo le imprese impegnate ad innovare costantemente i propri modelli di business ed a competere a livello internazionale. Tra le condizioni di un ecosistema imprenditoriale vanno elencate: leadership, cultura, mercati dei capitali, clienti aperti alle innovazioni. In questi sistemi nascono e crescono più imprese innovative, che, a loro volta, arricchiscono l’ecosistema imprenditoriale, trasformando le comunità in luoghi dove la creatività e l’innovazione sono di casa. La creazione di un tale ecosistema richiede approcci di governo diversi da quelli tradizionali. Credo che una riflessione su questo punto sia importante anche per il Canon Ticino, dove da qualche mese si stanno avviando le nuove agenzie regionali di sviluppo. Vanno evitati alcuni errori che spesso hanno fatto fallire sforzi ingenti in varie parti del mondo. Anzitutto bisogna evitare di copiare le solite esperienze di successo sempre citate nei libri. Al contrario, ogni sistema va fatto nascere dalle risorse locali. Bisogna inoltre resistere allo sforzo di progettare e pianificare in modo dirigistico il sistema economico locale. Nel caso del Ticino va inoltre fuggita la frammentazione, perché il territorio è troppo piccolo per sperimentare politiche di sviluppo non coordinate. Da questo punto di vista non sembra che i primi passi della nuova politica regionale vadano nella direzione giusta; le contrapposizioni partitiche a livello delle varie regioni non favoriscono la necessaria coordinazione. Il Cantone dal canto suo ha per troppo tempo trascurato l’economia imprenditoriale, restando fermo su un concetto di sviluppo industriale largamente superato dalla realtà. L’impostazione per fortuna cambiando; la velocità con cui si passerà dalle teorie e dalle dichiarazioni di principio alle azioni dipenderà proprio dalla capacità di coordinazione tra le regioni e tra Cantone e regioni.
L’azione va condotta a due livelli; nel breve è fondamentale sostenere l’innovazione che sta emergendo nel Cantone a livello di nuove imprese, ma anche di medie imprese ormai consolidate. Per quest’azione due sembrano gli ingredienti cruciali: rendere più efficace il rapporto tra le imprese e centri di ricerca; attrarre in Ticino capitali di rischio. Questo secondo aspetto è vitale soprattutto per le nuove imprese.
A medio e lungo termine occorre invece agire sul piano culturale, per diffondere nel territorio la cultura del rischio imprenditoriale, l’amore per l’innovazione, per la creazione di valore economico. Esempi di successo devono diventare storie da raccontare, modelli da seguire. L’investimento nelle risorse umane è forte anche in Ticino, ma deve essere più orientato all’innovazione.
La nuova politica di sviluppo regionale può rappresentare una grande occasione per muovere nella direzione giusta. Le scelte iniziali saranno cruciali per il successo di questa politica. Sarà fondamentale evitare la frammentazione. Non si parte da zero: il nostro sviluppo imprenditoriale si costruirà necessariamente sulle risorse è sui punti di forza del Cantone (qualità delle risorse umane, centri di ricerca eccellenti, settori vocazionali dove operano imprese molto attive sui mercati internazionali). Il dialogo con gli imprenditori deve costituire il nucleo iniziale di ogni politica di sviluppo. Si deve però trattare di un dialogo aperto, evitando la difesa di posizioni consolidate. L’imprenditorialità nasce, infatti, da nuove imprese, anche molto piccole, che rischiano di essere poco ascoltate. A mio avviso però, la sfida più importante per il nostro sviluppo imprenditoriale è l’attivazione di un mercato del capitale di rischio, senza il quale le grandi potenzialità del Cantone resteranno purtroppo inespresse. Spero che dopo anni dibattiti, sia giunto finalmente il tempo di agire.

Tags: plusvalore, ticino, ecosistema, imprenditoriale, colombo

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