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Aumentano le perdite, aumentano i salari

di Amalia Mirante

Plusvalore
Giovedì 20 aprile 2017 alle 12:20

 

Quasi 3 miliardi di franchi persi nel 2016. Circa 6'000 licenziamenti previsti, 1'600 dei quali in Svizzera. Nonostante tutto ciò, i membri del consiglio d’amministrazione, per i loro servizi, chiedono agli azionisti 11 milioni di franchi, mentre altri 80 milioni sarebbero per i 13 membri della direzione. Di questi 12 milioni dovrebbero andare all’amministratore delegato. Certo, c’è la parte fissa e quella variabile, ma stavolta, gli azionisti non ci stanno: anche perché i salari dovrebbero essere legati ai risultati. O no? 

È una delle grandi contraddizioni moderne.

Per la teoria classica, il salario deve consentire all’individuo di vivere e consumare i beni che la società ritiene irrinunciabili. E deve permettere ai lavoratori anche di riprodursi.

La teoria neoclassica, invece, dice che il salario deve essere uguale al contributo dato alla produzione.

Ma anche questa seconda idea, si concilia male con le retribuzioni dei top manager. Arriva quindi in soccorso la cosiddetta “teoria del principale-agente”.

Secondo questa teoria, il proprietario dell’azienda (gli azionisti) non può controllare totalmente lo sforzo e il risultato del manager. Quindi, per fare in modo che gli interessi dei manager coincidano con i suoi, il proprietario deve trovare incentivi economici. Nasce da qui l’idea della parte variabile del salario che, appunto, dovrebbe essere legata ai risultati. Sono i famosi di bonus.

Dopo la crisi del 2008, molti studi hanno però mostrato i grossi limiti di questa teoria.

 

È difficile definire in maniera chiara i risultati: i manager possono prendere decisioni che fanno guadagnare tanto nel breve periodo, ma mettono a rischio la vita dell’azienda nel lungo. E quando i nodi vengono al pettine, magari, il manager lavora già altrove.

Quando si fanno scelte sbagliate e le cose vanno male il manager responsabile non viene penalizzato: anzi, spesso ci sono buone uscite milionarie.

I manager perseguono la crescita ad ogni costo perché ciò implica bonus più alti per loro.  Ma questo porta le aziende a diventare troppo grandi; ed essere, quindi, difficili da governare.

 

In verità, alcuni correttivi ci sono stati: se l’unione Europea ha imposto tetti massimi ai bonus, in Svizzera, con l’iniziativa Minder, gli azionisti possono ora decidere i salari dei loro manager.

Chissà, forse proprio questa pressione ha portato i dirigenti che ho citato a ridurre i propri compensi sul lungo periodo del 40%.

Non preoccupiamoci comunque troppo per loro: anche così dovrebbero arrivare alla fine del mese…

Un Guardiacaccia in arrivo...

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