Euro: verso l’epilogo?

di Fabrizio Zilibotti

Si fa ogni giorno piu’ stretta ed insidiosa la strada che porta l’Eurozona all’uscita dalla crisi. In Grecia, l’incerto piano di risanamento pubblico ha perso definitivamente l’appoggio dell’opinione pubblica. Lo stallo del sistema politico lascia presagire l’uscita ormai prossima di questo paese dall’Eurozona. Se questo epilogo si poteva ormai prevedere da mesi, è ancora piu’ allarmante quanto sta accadendo in Spagna, dove tira aria di “corralito”, il termine con cui gli spagnoli si riferiscono alla corsa collettiva allo sportello bancario. Come ha spiegato in un intervento perspicace quanto pericoloso Paul Krugman, la disintegrazione monetaria dell’area Euro causerebbe verosimilmente una forte svalutazione di tutte le attività finanziarie detenute dai risparmiatori presso banche spagnole. Depositi e titoli in Euro riscchiano di essere convertiti forzosamente in una nuova valuta il cui corso necessariamente cadrebbe a picco. L’aspettativa che un tale scenario possa concretizzarsi puo’ diventare la forza scatenante del corralito e di una fuga verso monete-rifugio. Le banche spagnole, già indebolite dalla bassa capitalizzazione, sarebbero un facile bersaglio della speculazione.

Il caso di Bankia è sintomatico. Bankia è un conglomerato bancario creato nel dicembre 2010 dal consolidamento di sette casse di risparmio spagnole che già da tempo navigavano in acque tempestose. L’entità piu’ grande tra queste è Caja Madrid. La cosiddetta fusione a freddo promossa dal governo spagnolo ha nascosto temporaneamente il problema strutturale senza pero’ risolverlo. Il problema, tanto per cambiare, è quello delle attività intossicate relazionate al settore immobiliare che Bankia detiene in grandi quantità nel proprio portafogli, il cui valore reale è ben inferiore di quello scritto nei bilanci. Il governo spagnolo è intervenuo pochi giorni or sono con un piano che implicherebbe l’iniezione di 10 miliardi di Euro in Bankia. Molti analisti stimano che il fabbisogno totale sia ben superiore a questa cifra. Il gruppo è stato messo di fatto sotto il controllo pubblico. Si tratta di un intervento estremamente oneroso per l’erario pubblico in un momento in cui il tasso di interesse sul debito a scadenza decennale è intorno al 6,5%. Se l’infezione si propagasse ad altre entità bancarie, la situazione diventerebbe presto insostenibile. L’unica risposta sarebbe quella di seguire la Grecia fuori dall’Euro, a meno di un improbabile salvataggio internazionale. L’anticipazione di tale catena di eventi crea le condizioni per una corsa collettiva allo sportello bancario.

Quali sarebbero le conseguenze di una disintegrazione monetaria? Nell’immediato il caos che ne seguirebbe bloccherebbe ulteriormente il funzionamento del sistema creditizio, precipitando le economie coinvolte in una severa recessione. Poi, passata la tempesta, i governi recupererebbero il controllo della politica monetaria, e l’inflazione potrebbe anche fare il suo corso nel togliere le castagne dal fuoco per i paesi in maggiore difficoltà. In fondo al tunnel, potrebbe esserci quell’aggiustamento dei salari reali necessario per riequilibrare il sistema. L’aggiustamento dei cambi renderebbe i consumatori tedeschi piu’ ricchi, e questi domanderebbero beni e servizi che verrebbero proporzionati dai lavoratori e dalle risorse naturali – quali il turismo
- del sud dell’Europa. Quanto rapido e traumatico sarebbe un tale aggiustamento rimane una questione carica di incognite.

Per la Svizzera, si aprirebbero orizzonti e problemi nuovi. Il Franco Svizzero è attualmente legato all’Euro, con una parità garantita da un robusto intervento quotidiano della banca centrale. Nel breve periodo, il persistere delle crisi rafforzerà ulteriormente la domanda di franchi come valuta rifugio. Nel medio periodo, il peg del franco ad un’ipotetica valuta forte tedesca rischierebbe di trascinare la Svizzera in una spirale di apprezzamento che potrebbe nuocere nuovamente alla competitività delle imprese elvetiche.

Tags: plusvalore, euro, Grecia, Spagna, Eurozona, banche, monete-rifugio

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