Gli accordi sul clima sono come Babbo Natale

di Sergio Rossi

Mancano pochi giorni al Natale, che dovrebbe essere una festa da trascorrere tutti in famiglia serenamente, mentre in realtà è diventato un evento all’insegna dei consumi sfrenati anche a costo di indebitarsi. Qualcosa di simile potrebbe capitare nell’arco di questo decennio per quanto riguarda gli accordi internazionali per proteggere il clima, recentemente al centro dell’attenzione mondiale durante la conferenza di Glasgow, in Scozia. Chi crede a Babbo Natale, probabilmente crederà anche che questi accordi e i loro firmatari porteranno a compiere delle scelte, sia private sia pubbliche, favorevoli all’ambiente. Tuttavia, già soltanto il fatto che l’orizzonte temporale è ancora lontano sul piano politico (benché in realtà siamo a un minuto prima di mezzanotte) induce a ritenere che alle parole pronunciate a Glasgow e scritte nero su bianco negli accordi, non seguiranno i fatti, a maggior ragione visto che i problemi climatici sono fenomeni che riguardano il mondo intero e che il contributo di un singolo paese per migliorare il clima non fa la differenza se le altre nazioni non cambiano la propria rotta.