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Gli investimenti di donne e millenials sono buone notizie per tutti

di Marialuisa Parodi

Plusvalore
Giovedì 15 febbraio 2018 alle 12:20

 

Nessuna convivenza, neanche tra studenti e studentesse di economia, può reggere ad un sistema alla Adam Smith: la ricerca dell’interesse personale non assicura il benessere collettivo, semmai lo disintegra, e con mano per niente invisibile.  Anche Keynes, comunque, sarebbe   fuori discussione: quali coinquilini darebbero mai in outsourcing il ruolo di regolamentare le spese di casa?

Il modello che funziona, nelle convivenze, è uno solo: ciascuno spende abitualmente un po’ del suo denaro e del suo tempo per il benessere degli altri e così facendo prende la decisione più intelligente possibile per sé con buone notizie per tutti.

Anche se l’obiettivo della convivenza non è la crescita economica, è pur vero che, nelle teorie più recenti, l’interesse personale e la razionalità hanno perso il primato assoluto quali variabili in grado di informare le decisioni economiche dei singoli.

A giudicare dal boom degli investimenti sostenibili, il seme della consapevolezza sembrerebbe aver contagiato anche i “forsennati egoismi predatori” della finanza.

In Svizzera, il patrimonio di fondi e mandati che investono responsabilmente, cioè nel rispetto dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, è esploso da 10 a 160 miliardi di franchi in poco più di 10 anni. Si tratta di un trend globale, nessun altro tema di investimento ha avuto uno sviluppo paragonabile, e in Svizzera è particolarmente forte.

Infatti, il 27 febbraio prossimo, l’Associazione Svizzera per la Sostenibilità Finanziaria presenterà a Zurigo la nuova edizione del suo Manuale, tradotto in inglese con il sostegno della Fondazione per la Ricerca del CFA Institute, l’associazione internazionale di analisti finanziari più prestigiosa.

Anche se 10 anni di progressi sembrerebbero escludere l’idea di una moda passeggera, non mancano gli scettici sul se e sul quanto possa continuare questo trend. Ma chi sono gli investitori tipo che puntano su ambiente, buone pratiche di governance e sociale?

Da diversi rapporti sull’evoluzione della ricchezza privata globale emerge che le Donne e i Millenials sono le categorie di clientela più promettenti.  Oltre ad una certa distanza dalla tradizione in tema di scelte finanziarie, queste due categorie manifestano caratteristiche comuni così sintetizzabili: diffidano dei risultati di breve termine, sono consapevoli che le loro decisioni di investimento hanno delle conseguenze esterne, vogliono influire positivamente sull’ambiente, in senso lato.

Dei Millenials, i nati negli anni ‘80 e ‘90, possiamo intravedere queste qualità già nel modo in cui si pongono rispetto agli studi, si affacciano al mondo del lavoro, ne interpretano anche criticamente l’impatto sulla propria vita privata.

L’atteggiamento individuato nella clientela femminile, invece, corrisponde a quanto già ampiamente emerso dagli studi sull’approccio al rischio, sul funzionamento dei team misti e sulle qualità di leadership in base al genere. Oltretutto, per la prima volta nella storia, le donne detengono oltre il 30% della ricchezza privata globale, anche questo un trend in forte crescita, con stime che puntano al 50% già entro il 2020.

Buone notizie per la finanza responsabile, quindi. Buone notizie per tutti.

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