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Il rapporto di sostenibilità: sempre più un passaporto per le imprese

di Jenny Assi

Si sente sempre più spesso parlare di rapporto di sostenibilità, vale a dire di quel documento che permette alle imprese di descrivere il loro impatto economico, sociale ed ambientale. E non a caso. Nell’Unione europea le imprese di interesse pubblico con più di 500 dipendenti (che alla data di chiusura del bilancio hanno un attivo patrimoniale superiore a 20 mln di € o ricavi netti superiori a 40 mln di €) hanno già l’obbligo di redigere una dichiarazione di carattere non finanziario (DNF) e dunque di riferire su questioni riguardanti le politiche di gestione del personale, le politiche ambientali, i diritti umani e le pratiche anti-corruzione. In questi anni ci si è resi tuttavia conto che le informazioni riportate nei rapporti di sostenibilità annuali non soddisfano sempre le attese dei portatori di interesse, soprattutto degli investitori finanziari che analizzano i dati per identificare le imprese sostenibili nelle quali investire.

 
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