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La crisi dei negozi: internet e il valore delle aziende familiari

di Gianluca Colombo

Plusvalore
Martedì 13 marzo 2018 alle 12:20

 

Nei giorni scorsi, l’imprenditore Ludovico Brioschi è intervenuto sul Corriere del Ticino per sostenere che la crisi dei negozi luganesi non è colpa di Internet ma di una mancanza d’innovazione. Da questa premessa, Brioschi propone alcune azioni molto interessanti, che si basano sul concetto d’esperienza offerta al cliente. L’esperienza d’acquisto, come insegnano i ricercatori di marketing, è ancora uno dei punti di forza dei negozi tradizionali, nonostante grande distribuzione e aziende di e-commerce abbiano fatto molti passi avanti in questo campo, puntando anche sulla cosiddetta realtà aumentata. Eppure, chi ha avuto occasione d’acquistare un libro in una libreria diretta da esperti librai non può non riconoscere che niente sostituisce il piacere e l’utilità di parlare con qualcuno che conosce a fondo il proprio prodotto insieme ai gusti del cliente. La stessa esperienza è godibile nei negozi di generi alimentari o di abbigliamento, che non si limitano alle frasi di cortesia stereotipate, ma che dimostrano vera passione per i prodotti ed empatia con il cliente. Questo vantaggio però non è automaticamente appannaggio dei negozi tradizionali, ma è il risultato di continui processi d’investimento nella qualità delle risorse umane e d’innovazione dei servizi. Le azioni proposte da Brioschi vanno in questa direzione, soprattutto quando propone d’innovare i negozi, per offrire al cliente “un’esperienza unica che non può essere ricreata online”. Attenersi ai soliti modelli commerciali non è più sufficiente, perché anche i negozi tradizionali devono oggi differenziare la propria offerta. Altre proposte coinvolgono la Città o il Cantone poiché riguardano i parcheggi gratuiti, l’istituzione di un fondo per l’innovazione, la modifica degli orari d’apertura, ecc. Un elemento di differenziazione, ancor oggi troppo spesso trascurato, è la natura familiare del negozio. Nella maggior parte dei casi, infatti, i negozi sono aziende familiari, spesso da molte generazioni gestite dalla stessa famiglia. La più longeva azienda familiare ticinese è proprio un negozio luganese, fondato nel 1803 e tutt’oggi gestito dalla stessa famiglia. Studi recenti dimostrano che il marchio “azienda familiare” ha un crescente riconoscimento da parte del pubblico, che si fida della tradizione di serietà e qualità trasmessa dal carattere familiare dell’impresa. Il rapporto multi-generazionale che lega la famiglia proprietaria, l’impresa e il territorio è un valore che genera risultati economici positivi. L’associazione delle imprese familiari ticinesi è impegnata da ormai tre anni a far conoscere i caratteri distintivi delle aziende familiari del nostro territorio, aiutando le imprese associate a diventare più consapevoli del proprio valore, traducendolo in una sorta di family brand collettivo.

 

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