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La crisi dei sistemi pensionistici

di Vincenzo Galasso

Tempi duri per i sistemi pensionistici di tutto il mondo o quasi. Con tassi d’interesse bassi, anzi bassissimi, i sistemi a capitalizzazione non sono in grado di redistribuire adeguatamente i contributi versati nell’arco della loro vita lavorativa delle persone. Ma non se la passano bene neanche i sistemi a ripartizione – per intenderci quelli che usano i contributi versati dai lavoratori per finanziare immediatamente le pensioni, come l’AVS. Con una crescita economica meno sostenuta che in passato ed un invecchiamento della popolazione sempre più accentuato, neanche i sistemi a ripartizione sono in grado di fornire pensioni generose. Ovunque ci si giri i tassi di sostituzione previsti per il futuro – stiamo parlando della percentuale dell’ultimo stipendio che la pensione è in grado di coprire – sono bassi. Insomma, ai giovani vengono prospettate pensioni grame e, come al solito, si parla di riforme.

 
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