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L'inflazione c'è, ma non si vede!

di Sergio Rossi

Plusvalore
Lunedì 14 maggio 2018 alle 12:20

 

Molti osservatori, economisti e politici, continuano a chiedersi come sia possibile che il tasso di inflazione non sia ancora salito alle stelle, visto l’aumento vertiginoso della massa monetaria a seguito delle politiche monetarie ultra-espansive che le principali banche centrali hanno messo in atto nell’arco degli ultimi dieci anni, dopo lo scoppio della crisi finanziaria globale nel 2008.

La risposta è facile da trovare, se si abbandona il pensiero economico dominante per capire che cosa è realmente l’inflazione e perché la sua pretesa misura nel mercato dei prodotti resta vicina all’uno per cento nonostante l’enorme liquidità immessa dalle banche centrali in questo decennio.

L’inflazione non è l’aumento dei prezzi al consumo. In realtà, l’inflazione è la perdita di potere d’acquisto della moneta, a seguito del rigonfiamento della massa monetaria che supera l’aumento della produzione in vendita nel mercato dei beni e dei servizi. Il livello dei prezzi su questo mercato potrebbe non aumentare malgrado l’inflazione, se la massa monetaria eccessiva non è spesa per l’acquisto di beni e servizi. Addirittura l’indice dei prezzi al consumo potrebbe diminuire anche in presenza di inflazione, per effetto del progresso tecnico che permette alle imprese di ridurre i prezzi di vendita in modo tale da non incidere sui profitti. L’inflazione, in tal caso, impedisce che i prezzi di vendita diminuiscano in misura proporzionale alla riduzione dei costi di produzione.

In effetti, l’indice dei prezzi al consumo non misura l’inflazione ma la variazione di tali prezzi su un determinato arco temporale solitamente su base annua. I prezzi dei beni di consumo possono aumentare per diverse altre ragioni oltre alla perdita di potere di acquisto della moneta (vale a dire l’inflazione): se lo Stato aumenta il tasso d’imposta sul valore aggiunto o se le imprese aumentano i loro prezzi di vendita perché sono in una posizione dominante sul mercato, l’indice dei prezzi al consumo aumenta senza che vi sia perciò inflazione.

Viceversa, se la massa monetaria aumenta in modo eccessivo rispetto al prodotto in vendita nel mercato dei beni e dei servizi, c’è inflazione anche se essa non appare in alcuna statistica dei prezzi al consumo.

La realtà mostra però una certa evidenza empirica che dovrebbe fare intuire che c’è una forte inflazione nei mercati finanziari, da quando le banche centrali hanno deciso di intervenire per sostenere le banche che, singolarmente o nel loro insieme, erano o sono ancora troppo grandi per fallire.

L’enorme liquidità che le banche continuano a ricevere dalla banca centrale è spesa per l’acquisto di attivi finanziari, i cui prezzi sono infatti aumentati ben oltre ciò che si potrebbe spiegare facendo riferimento all’evoluzione dell’economia “reale”, mentre i prezzi al consumo non aumentano in quanto i salari ristagnano o addirittura calano in termini reali per una parte rilevante del ceto medio.

Capire l’inflazione permette di capire che cosa fare per sradicarla.

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