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Ma siamo sicuri che l'Europa riuscirà a riformarsi?

di Adriana Cerretelli

Plusvalore
Mercoledì 14 marzo 2018 alle 12:20

 

La vulgata imperante racconta su TV e giornali che l'Europa è prossima a una svolta, a una rifondazione storica che la metterà' finalmente al passo con i grandi competitori globali.

La realtà politica ed economica dell'Unione racconta però tutt'altra storia: più che diversa opposta. A distrarre un po' tutti dal costante sfarinamento dell'Unione ha contribuito prima la lunga crisi tedesca, quasi 6 mesi per fare il Governo, e ora la neo-crisi post-elettorale italiana, che sembra consegnare il paese all’ingovernabilità senza solide maggioranze e quindi a probabili nuove elezioni.

Naturalmente, con Angela Merkel di nuovo salda in sella a Berlino, la Francia di Emmanuel Macron riparte alla carica per tentare di fare la sua nuova Europa. Ma le difficoltà sono enormi: prima di tutto perché il progetto francese di riforma dell'eurozona ha trovato consensi più che tiepidi in Germania e silenzio o aperta ostilità tra il resto dei partner europei.

La riunione dei ministri finanziari dell'area anche oggi si è conclusa registrando più dissensi che consensi. Ben 8 paesi, capeggiati dal l'euroscettica Olanda, hanno messo nero su bianco il loro rifiuto a riformare l'eurozona. La Germania continua a insistere che il rafforzamento dell'Unione bancaria con la condivisione dei rischi non può prescindere dalla loro preliminare riduzione. Incontrando l'opposizione di Italia e altri.

Poi c'è la partita dell'avvicinamento della pressione sulle imposte societarie e la lotta ai paradisi fiscali. Anche qui i contrasti e conflitti di interesse tra i 27 sono profondi e violenti.

Poi c'' la madre di tutte le battaglie, il negoziato per il rifinanziamento pluriennale dell'Unione nel settennato 2012-27, la chiave per capire se davvero l'Europa intende dotarsi di risorse all'altezza delle sue conclamate ambizioni. È qui i dubbi rischiano di farsi certezze. Tutti contro tutti, il Sud e l'Est che rivendicano solidarietà, il Nord che si arrocca stringendo i cordoni della borsa. Intanto i populismi euroscettici avanzano dovunque. Davvero l'Europa riuscirà a riformarsi o farà solo finta?

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