Amy Chua
Amy Chua (Facebook)

Mamme tigre e disuguaglianza economica

di Fabrizio Zilibotti

 

Nel 2011, Amy Chua, professoressa di diritto presso l’Università di Yale, nata negli Stati Uniti ma cinese di origine, provocò un intenso dibattito, ed anche un certo scandalo, col suo bestseller “L’Inno di Battaglia della Mamma Tigre” in cui propugna un modello di genitorialità tanto inflessibile quanto orientato al successo delle proprie figlie. Se i metodi della Chua hanno suscitato più criti-che che ammirazione, il suo stile di madre è parte di un trend globale verso un impegno esasperato dei genitori nel garantire il successo dei figli. La competitività è particolarmente accentuata tra i genitori di livello educativo medio-alto. Un’indagine sull’uso del tempo delle famiglie americane rivela che i genitori spendono oggi una quota crescente del loro tempo nell’incoraggiare, aiutare, e spingere i propri figli verso il successo accademico-professionale. Siano esse mamme tigri, genitori elicottero o kyoiku mamas, mai come oggi l’educazione dei figli è stata al centro del dibattito collettivo.

Ne sanno qualcosa i genitori di Zurigo i cui figli dodicenni affrontano il prossi-mo lunedi’ un selettivo esame di ammissione al sistema dei licei cantonali. Nel corso degli anni si sono moltiplicati i corsi privati di preparazione, ed il tempo ed il denaro dedicato dai genitori al supporto psicologico ed accademico dei pargoli che sostengono questo esame.

In una ricerca recente da me condotta in collaborazione con Matthias Doepke alla Northwestern University di Chicago, argomentiamo con l’ausilio di dati storici e di inchieste condotte in diversi paesi che questo pathos collettivo non è il frutto di mode irrazionali, ma ha le sue radici in fattori economici. L’evoluzione riflette secondo il nostro studio il cambiamento delle condizioni economiche e sociali nelle società contemporanee. In un mondo in cui la disuguaglianza cresce, titoli di studio, determinazione e impegno sono cruciali. Il cambiamento è tanto più marcato quanto più elevata è la disuguaglianza. Non a caso, in paesi come gli Stati Uniti, il Regno Unito o la Cina la competi-zione tra futuri manager, super-avvocati e banchieri inizia fin dall’asilo, con genitori che pianificano scientificamente il successo accademico-professionale dei propri piccoli con strategie che includono ogni sorta di stimolazione fin dalla tenera età: dall’istruzione musicale, a corsi ed attività extra-scolastiche, alla lettura di racconti morali come il grillo e la cicala.

Al contrario, nei paesi scandinavi, dove c’è meno disuguaglianza, i genitori tendono ad essere più rilassati e permissivi nel rapporto coi loro figli. Secondo la World Value Survey, la maggioranza dei genitori Svedesi e Norvegesi ritiene che i valori più importanti nella crescita dei propri figli siano l’immaginazione e l’indipendenza. Al contrario, gran parte dei genitori statunitensi, e quasi la totalità dei Cinesi crede nelle virtù dello sforzo individuale.

Se la disuguaglianza crea genitori elicottero e mamme tigri, questo nuovo stile di genitorialità rischia a sua volta di rendere la società futura ancora più diseguale e meno fluida. La capacità dei genitori di investire tempo e denaro nel successo dei figli riflette in larga misura la diversità socio-economica delle famiglie. C’è anche il rischio che la trasmissione di valori sfrenatamente competitivi possa distruggere la capacità di cooperazione sociale, che non a caso è alla radice del successo dei paesi scandinavi. Insomma non è chiaro che la nuova genitorialità rampante stia creando le basi di una futura società migliore.

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