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Occhio per occhio, dazio per dazio

di Marco Salvi

Plusvalore
Lunedì 04 giugno 2018 alle 12:20

 

Le reazioni della comunità internazionale alla decisione di Trump di introdurre dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio non si sono fatte attendere. Cina, Russia, Messico e Canada hanno già annunciato rappresaglie. L’Unione Europea imporrà presto dazi punitivi su certe importazioni dagli Stati Uniti, per un valore corrispondente a 3,8 miliardi di dollari. Al momento sembra quindi che in materia di politica commerciale la maggioranza dei paesi voglia seguire alla lettera la legge del taglione: occhio per occhio, dazio per dazio. 

Questa risposta sarà forse corretta dal punto di vista strettamente politico, ma che ne è di quello economico?

Immaginiamo per un attimo che un nuovo inquilino, burbero e tracotante, si stabilisca nella casa accanto. Egli sceglie di vivere in quasi autarchia, rifiutando di consumare i prodotti offertigli dai vicini. Come reagire? Non potremmo che prendere atto di una decisione che lo condanna a un consumo meno variegato e a una vita meno gradevole; rammaricandoci inoltre del fatto che nel quartiere diminuiranno così le opportunità di scambio. Ma se questa è la sua volontà, così sia.

Ora immaginiamo che il vicino burbero e tracotante, sempre rifiutandosi categoricamente di procurarsi qualsiasi prodotto dai vicini, sia però disposto a vendere per pochi soldi l’ottimo vino del suo vigneto. Dovremmo forse rifiutarci di acquistarlo solo perché il vignaiolo si rifiuta di comperare da noi? Certo che no. Una nostra eventuale rinuncia ci metterebbe in una situazione materiale ancora peggiore.

Sicuramente, la parabola è ingenua. Secondo le regole del commercio internazionale stabilite dall’OMC, le rappresaglie di UE, Canada & Co. sono legittime. Inoltre, i «controdazi» selettivi hanno un obbiettivo tattico: cercano di colpire chi negli Stati Uniti più approfitta della politica di Trump e chi ha più influenza sulla sua amministrazione, motivando questi gruppi a fare pressione sul governo. 

Eppure, se il burbero e tracotante vicino dovesse continuare su questa via irragionevole, verrà un momento in cui bisognerà – nell’interesse comune – abbandonare la legge del taglione. Il continuo aumento dei dazi rischierebbe di creare danni ancora maggiori al nostro benessere. Sarà allora venuto il momento di porgere l’altra guancia.

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