Quando i cittadini reclamano il servizio pubblico
Quando i cittadini reclamano il servizio pubblico (iStock)

Quando i cittadini reclamano il servizio pubblico

di Barbara Antonioli Mantegazzini

Plusvalore
Mercoledì 21 novembre 2018 alle 12:20

La mitica Grand Central Station, la stazione ferroviaria più grande al mondo, torna pubblica. La città di New York se l’è infatti ricomprata per 35 milioni di dollari, cifra a volte non sufficiente neppure per comprare un appartamento lussuoso (quello del proprietario della Dell nella stessa città è valutato circa 3 volte tanto).

Il ritorno nell’alveo dello Stato di una simile, basilare infrastruttura è solo un tassello di un fenomeno che sta assumendo progressiva importanza nel settore dei servizi di pubblica utilità, quello delle ri-pubblicizzazioni. Per dare qualche numero, secondo un recente rapporto del centro di ricerca internazionale Transnational Institute, ad oggi le (ri)muncipalizzazioni – come vengono definite –sono state 835 e hanno coinvolto 1600 città sparse in 45 paesi diversi. Si tratta di un fenomeno relativamente recente e che coinvolge tutti i servizi di primaria importanza, dall’acqua, ai trasporti pubblici, alla rete elettrica fino a sanità e welfare. In realtà il verbo alla base delle (ri)municipalizzazioni rende meglio l’idea della portata del fenomeno: si parla infatti di “reclaiming”, cioè di reclamo dei servizi pubblici. Quasi una sorta di rivendicazione da parte della collettività, in risposta ad alcuni evidenti fallimenti delle strategie di delega al mercato. L’innovazione, l’aumento degli investimenti, il mantenimento di adeguati standard qualitativi e l’efficientamento dei costi, obiettivi espliciti delle cessioni o concessioni attuate, non sempre sono stati conseguiti, spesso anche a causa di una sorta di miopia nella corretta definizione delle regole del gioco e di mancanza di “minacce” credibili in caso di inadempimento degli obblighi contrattuali. Non sono rari i casi in cui si è assistito ad un aumento complessivo del livello dei costi o a un peggioramento della qualità, in parte per inefficienza dei concessionari ed in parte per le consistenti risorse necessarie per effettuare il corretto monitoraggio delle prestazioni. Tanto per citarne uno, nel 2017 ad Oslo il servizio rifiuti è tornato pubblico dopo che la società privata che si era accaparrata il servizio era finita sull’orlo della bancarotta e del fallimento. La (ri)municipalizzazione deve però intendersi in senso più ampio, cioè come il tentativo da parte dei cittadini di riappropriarsi di beni cruciali per la coesione e lo sviluppo, in un’ottica di maggiore democraticità, responsabilità e sostenibilità. A Parigi e Montpellier rappresentanti della cittadinanza hanno trovato posto nei consigli di direzione aziendali e sono stati creati degli Osservatori sull’acqua al fine di migliorare la trasparenza delle gestioni. Come in tutti i casi, comunque, non esiste una taglia che vada bene per tutto: si tratta di capire se e come una gestione pubblica possa assicurare, aldilà della presa di posizione ideologica e civile, anche economicità ed efficienza, indispensabili per non gravare in maniera eccessiva sui già deboli bilanci statali. Con le dovute cautele, comunque, potrebbe trattarsi di una bella opportunità a disposizione dei cittadini per creare nuovamente valore pubblico.

Brani Brani in onda 2. Lento - Allegro molto - Cellokonzert e-Moll op. 85 - Simon Rattle; DIR / The London Symphony Orchestra; ENS / Sheku Kanneh-Mason; SOL Ore 14:20