Si evidenzia dissenso in Svizzera in merito al patto dell'ONU sui migranti (Keystone)

Tour de Suisse

di Jenny Assi

Plusvalore
Martedì 04 dicembre 2018 alle 12:20

 

Ieri, lunedì 3 dicembre, si è tenuta a Bellinzona la terza tappa del “Tour de Suisse”. Non si tratta di una gara ciclistica ma dell’iniziativa organizzata dal Global Compact delle Nazione Unite per sensibilizzare imprese e governi a considerare nelle loro strategie politiche i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’ONU, ne sono un esempio: sradicare la povertà nel mondo, garantire la sicurezza alimentare, offrire opportunità di apprendimento per tutti, promuovere l’uguaglianza di genere, l’agricoltura sostenibile, modelli di consumo e produzione sostenibili, favorire il benessere in tutte le fasce di età.

Un progetto d’importanza fondamentale per tutti i 193 Paesi membri dell’ONU che nel 2015 hanno aderito a questo patto globale. Obiettivi ambiziosi che possono essere raggiunti entro il 2030 solo attraverso la collaborazione del settore pubblico e privato, la condivisione di un linguaggio comune e lo scambio di buone pratiche.

Il Ticino come sta affrontando queste sfide? Il convegno organizzato dal Global Compact ha offerto l’occasione per riflettere sulle soluzioni che possono essere adottate sia dall’amministrazione pubblica sia dalle imprese per favorire l’adozione di modelli di impresa sempre più responsabili. Mentre i rappresentanti dell’amministrazione cantonale hanno citato “la riforma fiscale e sociale”, “la legge sull’innovazione”, la “politica economica regionale”, come esempi di iniziative volte a favorire l’adozione di pratiche di business responsabili, diverse imprese del territorio hanno illustrato le buone pratiche che già adottano nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese e dei 17 obiettivi dell’ONU. Tutti d’accordo nell’ammettere che siamo solo agli inizi di un modello economico che sta cambiando radicalmente. In maniera altrettanto chiara, tuttavia, è emerso come il Cantone Ticino, con un PIL di quasi 30 miliardi di franchi, più di 230’000 addetti e 39’000 imprese possa fare della sostenibilità un elemento di competitività aziendale e territoriale. Durante la discussione è stato affrontato anche il tema della gestione della catena di approvvigionamento nel settore dei metalli preziosi e dell’industria tessile, mettendo in luce l’importanza delle collaborazioni con le associazioni e la società civile per fronteggiare i rischi legati allo sfruttamento delle risorse ambientali e alla violazione dei diritti umani. In chiusura al convegno, Antonio Hautle, Direttore esecutivo del Global Compact Network Switzerland, ha dichiarato: “Penso che oggi abbiamo sicuramente contribuito a fare un passo avanti nell’obiettivo 17 dell’Agenda 2030, finalizzato a rafforzare le collaborazioni e il partenariato tra settore pubblico e privato”. Un complimento e uno stimolo a continuare su questa strada, consapevoli che una crescita economica sostenibile comporta la necessità di abbandonare il falso mito della mano invisibile di Adam Smith a favore di un modello economico in grado di produrre mutui vantaggi.

Ogni centesimo conta

Seguici con