Un urrà per «big business»

di Marco Salvi

Fatta eccezione dei partiti politici e della FIFA, poche istituzioni della nostra società godono di meno fiducia tra la popolazione e nei media delle grandi imprese. Lo scetticismo è massimo per le aziende quotate in borsa e per quelle attive a livello mondiale in settori ritenuti – a torto o a ragione – particolarmente «delicati», quali le materie prime, l’alimentazione o l’alta tecnologia. Tutt’altra invece la percezione delle piccole imprese: non un politico che non ne tessa regolarmente le lodi, e che non ci ricordi che il 98% delle imprese ha meno di 250 impiegati.