Verso un mercato globale del carbonio le regole di Glasgow

di Ilaria Espa

Si è molto parlato in questi giorni degli insuccessi della "COP26" di Glasgow. Quello di cui si è detto poco, però, è che il vertice sul clima, al di là delle promesse piuttosto deludenti racimolate dai governi, si è chiuso con un discreto successo: è stato infatti pressoché completato a Glasgow il c.d. Rulebook dell’Accordo di Parigi, ossia il “manuale di istruzioni” necessario a rendere l’Accordo operativo. Dopo anni di negoziazioni, gli Stati si sono finalmente messi d’accordo sulle regole del gioco necessarie in particolare a creare le basi per un mercato globale del carbonio, in linea con quanto previsto dall’articolo 6 dell’Accordo. La maggioranza di essi ha inoltre indicato che utilizzerà l’articolo 6 come strumento per raggiungere gli obiettivi di mitigazione indicati nei propri piani nazionali di riferimento, i c.d. “contributi determinati a livello nazionale” (nationally determined contributions o NDCs).