Un Flauto Magico

di Giorgio Appolonia

Die Zauberflöte, è un Singspiel in due atti musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Emanuel Schikaneder, e rappresentato al teatro An der Wien nel settembre del 1791. Pochi mesi dopo dall’originale in tedesco viene tradotto in lingua italiana affinché il capolavoro mozartiano potesse essere immesso nei circuiti teatrali tradizionali di Vienna e Praga, dove l’opera veniva rappresentata per lo più nell’idioma dantesco. Si perdevano altresì le caratteristiche del Singspiel, vale a dire l’alternanza di parti cantate a parti recitate: tutto doveva essere rigorosamente in musica. Ed ecco che il poeta De Gamerra si è impegnato nella traduzione, un musicista “ignoto” nel rifinire la musica. In questa versione Il Flauto magico è approdato anche a Milano dopo la restaurazione austriaca alla caduta di Napoleone. Poche le riprese in italiano dell’opera e sempre in forma imprecisa tenendo conto di varianti più o meno accreditabili. In anni recenti il Teatro Olimpico di Vicenza ha ospitato la versione restaurata dell’originale di De Gamerra grazie all’intuito e alla passione del direttore d’orchestra Giovanni Battista Rigon alla testa della Filarmonia Veneta. Il direttore veneto è nostro ospite per un ciclo di puntate unitamente alla musicologa Sonia Arienta. Terminato il ciclo Colbran-Rossini apriamo un ciclo su Giuseppe Verdi e i grandi temi a lui legati. Sarà proprio il compositore a parlarci delle sue idee sulla musica, sull’arte, sugli interpreti e sulle “regie” nell’opera. Ad interpretarlo l’attore bolognese Matteo Belli.
Giorgio Appolonia

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