Russi

Di e con Ascanio Celestini

A cura di Sandra Sain

Da un lato c’è Ascanio Celestini: attore, regista, autore e scrittore, tra le voci più importanti del teatro di narrazione in Italia. Dall’altro le barzellette. Cosa può portare un importante uomo di teatro verso queste ultime, cosa lo attira di queste storielle da osteria, di questi racconti spesso scorretti o feroci e comunque sempre privi di ambizioni artistiche?

Ascanio Celestini alle barzellette ha dedicato uno spettacolo teatrale e un libro (edito da Einaudi nella collana Stile Libero) e il suo lavoro parte dalla constatazione che le barzellette sono una forma di letteratura orale, una delle poche superstiti se non l’unica. Ma non solo.

Le barzellette “ci danno la possibilità di prendere il peggio di noi e del mondo e di appropriarcene per smontarlo e conoscerlo. Sono un’arma tolta di mano a un assassino e usata in maniera ridicola. Trasformare il fucile a canne mozze in una pistola ad acqua o al veleno, ma in entrambi i casi innocua. Mostrare quanto siamo infami, ma anche quanto siamo liberi e deboli”.

Questo 2022 inizia nel pieno di una pandemia e in mezzo a acque variamente agitate, e ci è parso quindi più che mai opportuno cominciarlo ogni mattina con una risata. Ascanio Celestini, dal 10 gennaio al 4 febbraio, ogni mattina alle 08:40 e in replica alle 12:10, ci porterà ad affrontare un tema guardandolo attraverso la lente prismatica delle barzellette.

Barzellette messe in fila come vagoni di un treno sul quale ci ritroveremo tutti passeggeri con gli occhi stretti dal ridere e allo stesso tempo, si spera, un po’ più aperti su ciò che ci circonda come su noi stessi. Una risata ci risveglierà, appunto.

Crediti Foto: Musacchio, Ianniello & Pasqualini