Dante Isella e il suo Porta

Cinquant'anni di lavori in corso

A Carlo Porta Dante Isella ha dedicato decenni di ricerca appassionata. Il risultato è rintracciabile nell'edizione delle Poesie uscita nel 1975 nei Meridiani Mondadori (che include anche la traduzione dei singoli testi) e nella raccolta di saggi, apparsa da Einaudi nel 2003 con il titolo Carlo Porta. Cinquant'anni di lavori in corso.

 

La presentazione del ricco volume einaudiano metteva ben in risalto la natura della ricerca compiuta da Isella: «Dante Isella è un maestro della filologia italiana, tecnicamente ineccepibile e al tempo stesso inventivo in ogni edizione critica che abbia prodotto. Ma è anche un lettore appassionato dei “suoi” autori, e fra questi Porta è forse il più “suo” di tutti. Il poeta milanese trova in Isella uno studioso che ne percorre i fili della vita e delle relazioni culturali, che ne restaura i testi penetrando nei più profondi significati della sua opera, che ne sa valorizzare i singoli momenti di lettura. Sempre con un affetto e una partecipazione assolutamente contagiosi. Con i saggi di Isella, soprattutto, Porta diventa il punto più alto (insieme al suo amico Manzoni) della parabola di quel realismo etico che, dal Maggi fino al Tessa, ha caratterizzato per alcuni secoli la cultura lombarda.»

 

Dante Isella era spesso in Ticino, e nell’aprile del 1999 tenne una lezione su Carlo Porta presso il Centro di dialettologia della Svizzera italiana, nell'ambito di un corso sulla poesia vernacolare. In questo documento d’archivio della RSI, Dante Isella ragiona sulle condizioni per leggere in pubblico, oggi, Porta.

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