(telegraph.co.uk)

Chernobyl: Internet custode della futura memoria

#hashtag 26 aprile

Qualche tempo fa avevamo parlato del fascino che i luoghi abbandonati esercitano sugli utenti dei social, un'attrazione che cresce se il luogo è ricco di storia, ancor di più quando questa storia è drammatica e il distacco è stato improvviso.

Avevamo parlato anche di Chernobyl, della cittadina di Pripyat e di tutto ciò che vi accadde in quelle drammatiche ore. La rete ha raccolto e continua a raccogliere testimonianze multimediali, documenti di ciò che fu e di ciò che è oggi la cosiddetta Zona di alienazione, un'area nel raggio di trenta chilometri dal luogo del disastro in cui è proibita qualsiasi attività umana.

Luoghi che oggi sono una meta per turisti sui generis, semplici curiosi, studiosi o fotografi e operatori video che con i loro obiettivi immortalano queste realtà che sanno di post apocalittico. C'è chi si avvale di un drone, l'ultima frontiera in fatto di documentazione video, di recente usata anche per mostrare la devastazione del conflitto siriano, e chi invece preferisce la silenziosa immobilità della fotografia.

 

Impressionante come il tempo lì si sia fermato e ce lo mostrano le insegne sovietiche che ancora campeggiano sui palazzi abbandonati e la ruota panoramica del parco giochi che avrebbe dovuto essere inaugurato di lì a poco, il primo maggio.

 

Qualunque sia il modo di portarci, seppur solo con gli occhi in quella realtà contaminata, l'effetto è sempre quello di far correre la nostra immaginazione alla quotidianità bruscamente spezzata quel 26 aprile 1986, al panico di quei giorni, agli eroi che si immolarono per spegnere il reattore esploso e al silenzio di questi tre decenni. Per non parlare delle conseguenze sulle persone esposte alle radiazioni.

 

E poi ci sono tutte le situazioni laterali, non meno importanti perché ci danno le reali dimensioni di una catastrofe di questo tipo: c'è la natura che si sta riprendendo, non senza fatica e gravi perdite, ripopolando zone un tempo sfruttate dall'uomo, ci sono i cimiteri dei veicoli usati da esercito e soccorritori, anch'essi contaminati, depredati da chi cerca pezzi di ricambio a costo nullo. Immaginiamoci cosa significhi entrare fra quelle carcasse di lamiera radioattive e metterci mano, e quali siano le condizioni dei pezzi sottratti.

Davvero tante storie che internet custodisce e aiuta a divulgare come luogo della futura memoria.