Cinque giorni per... riscoprire le montagne con un buon libro

Libri che possono ispirare e appassionare alla montagna

Le proposte di lettura, a cura di Luisa Perego: Cognetti, Hofmann, Dendoune, Bingham, Mann. In onda a Baobab da lunedi 22 a venerdì 26 giugno, dopo le 16.

Pietro è un solitario ragazzino di città. Ogni estate i genitori amanti delle montagne lo costringono a trascorrere le vacanze in un paesino ai piedi del Monte Rosa. Proprio lì, ad aspettarlo anno dopo anno, c’è Bruno. Ha la sua stessa età: peccato che non è lì in vacanza. Lui lì si occupa delle vacche. Il libro “Le otto montagne” di Paolo Cognetti parla di amicizia, solitudine, amore, rapporto padre-figlio, ma soprattutto di montagne. Consigliato a chi pensa che non è mai troppo tardi.

Nel suo primo libro La Masai Bianca, diventato poi anche un film, la scrittrice svizzera Corinne Hofmann rivive il suo amore per un guerriero Masai incontrato per caso durante una vacanza. Corinne sceglie di mollare tutto e andare a vivere con lui a Barsaloi, in Kenya. Una decisione che ha cambiato per sempre la sua vita: nonostante i due si capissero a stento e venissero da due culture completamente diverse si sono innamorati, sposati e hanno avuto una bimba, Napirai. Nel suo secondo libro, Zurück aus Afrika Corinne è tornata a casa con la figlia, lasciando il marito in Kenya. Deve ritrovarsi un lavoro, crescere una bambina e rimboccarsi le maniche. Con la consapevolezza che l’Africa le resterà per sempre nel cuore. Sa che deve tornarci. Inizia quindi ad allenarsi e a organizzare un viaggio per andare in cima al tetto d’Africa, il Kilimangiaro… Consigliato a chi non si scoraggia facilmente.

Con i suoi 8.848 metri l’Everest è una vetta per chi conosce le cime elevate e i suoi pericoli, il mal di montagna e la carenza di ossigeno. Per scalatori allenati ed esperti. Arrivare in cima non è esattamente una passeggiata. Il giornalista indipendente Narid Dendoune è stato il primo franco-algerino a intraprendere questa folle scalata. Folle perché in realtà non è neppure un alpinista e per salirci ha falsificato il suo curriculum. Ha rischiato la vita più volte. Le sue vicissitudini sono raccontate nel libro Un tocard sur le toit du monde e romanzate nel film “L’ascensione”. Consigliato a chi pensa che la determinazione possa bastare per scalare le montagne.

1911... l’esploratore Hiram Bingham arrivò nelle Ande. Era luglio e sapeva già che cosa lo stava aspettando. C’era già stato, due anni prima. Aveva solo fatto l’errore di arrivarci nel periodo delle piogge. Questa volta no, la stagione era quella giusta. Quella secca. Anche se nella zona della selva andina, verde e rigogliosa, nella valle del fiume Urubamba, secco non lo è mai.  Hiram sapeva che avrebbe trovato la città perduta degli Inca, sul monte Machu Picchu. Era solo questione di tempo. Non poteva però immaginarsi quanto importante fosse la sua scoperta.  Non dobbiamo ringraziare Hiram Bingham solo per aver portato alla luce una delle sette meraviglie del mondo moderno, ma anche perché le sue vicissitudini sono state fonte d’ispirazione per il personaggio Indiana Jones. Dall’avventura dell’esploratore è stato anche scritto il libro “La città perduta degli Inca”. Consigliato a chi vuole sentirsi un avventuriero… sul divano di casa sua!

Da una breve esperienza in un sanatorio svizzero di Davos a uno dei capolavori del Novecento. “La montagna incantata” di Thomas Mann è ambientato proprio a Davos. Il protagonista è Hans Castorp. Il ragazzo è in visita al cugino ammalato di tubercolosi. E in questo luogo, circondato da tubercolotici destinati in gran parte a morire, Hans viene però influenzato nel suo vivere. Questa esperienza lo cambierà profondamente, tra malattia, amore e pessimismo. Vita e morte. Consigliato a chi… ha una visione del tempo tutta sua.