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Fenomeni di ritorno: in Germania Grosse Koalition

Dopo che la coalizione Giamaica è morta prima ancora di vedere la luce, in Germania si torna a parlare delle larghe intese tra i cristianodemocratici di Merkel e i socialdemocratici. Forse, però, per la Bundesrepublik sono finiti i tempi del vento in poppa.

giovedì 30/11/17 14:30 - ultimo aggiornamento: venerdì 01/12/17 14:13

Quando la politica snocciola parole come stabilità e governabilità, occorre drizzare le antenne. Perché significa che le cose ribollono e serve un coperchio. Stabilità è la parola affiorata nelle dichiarazioni dei politici tedeschi, a partire da Angela Merkel, impegnati a trovare un governo per il Paese.

La coalizione Giamaica è affondata senza varo dopo il ritiro dei liberali dalle trattative. Qualcuno avrà tirato un sospiro di sollievo a Bruxelles e Parigi, - perché queste partite si giocano sempre su più tavoli. I Liberali di Lindner al governo avrebbero potuto mettere sassolini negli ingranaggi del progetto di rilancio europeo. Ma, come diremo tra poco, non è detto che tutto sia risolto.

Restringendo il campo a Berlino, partiamo da un rilievo curioso: la minicrisi innescata dal fallimento delle trattative giamaicane avrà fatto scoprire a qualcuno l’esistenza del presidente della Repubblica federale tedesca, fin qui figura più di garanzia. È stato proprio il Bundespräsident Frank Walter Steinmeier a convincere il segretario del suo partito, Martin Schulz, a tornare sui suoi passi e considerare l’ipotesi di replicare la Grosse Koalition CDU e SPD al governo insieme. Un esecutivo di centrodestra-centrosinistra.

Così Schulz ha avvertito, almeno sembra, il richiamo della responsabilità. Che poi, tradotto, significa non tornare alle urne per elezioni anticipate che potrebbero premiare Alternative für Deutschland, vero e proprio babau politico al momento in Germania. A est, in particolare, a settembre ha fatto incetta di voti. Si dice che sia stata la politica delle porte aperte all’immigrazione di Merkel a favorirne la crescita, ma forse sotto le inquietudini per la politica migratoria covano quelle di chi non ha beneficiato degli incredibili risultati raggiunti dall’economia tedesca negli ultimi anni. Una superripresa che avrebbe lasciato indietro molti tedeschi. E come sappiamo, purtroppo, spesso l’immigrazione diventa il bersaglio di un malcontento che ha altre origini.

Su Merkel i commentatori non hanno perso tempo: chi la vede indebolita ma ancora in sella, chi al crepuscolo. Tutti comunque concordi nel dire che con verdi e liberali ha fallito nella sua specialità, ovvero trovare il compromesso.

La paura dei potenziali alleati è quello di essere fagocitati dalla Mutti e spogliati dei loro voti. Lo sapeva bene il renitente Schulz, quando dichiarava di voler restare all’opposizione dopo la dura sconfitta di settembre.

E adesso chi la spunterà nelle trattative? Merkel verrà ridimensionata o sarà ancora lei ad avere in mano le carte migliori?

Con tutti i nodi del caso, questa sera CDU, la sorella bavarese e un po’ più a destra CSU e SPD, sono attesi a Bellevue, dal presidente Steinmeier, per esplorare i possibili scenari: governo di minoranza, ritorno alle urne o grande coalizione. E quest’ultima potrebbe nascere come certi matrimoni combinati. Matrimoni nei quali molto raramente c’è passione. Una Germania depotenziata, economicamente e politicamente, potrebbe aggiungere nuove incognite nel discorso europeo.

Spunti di Sputnik

TG 12:30 di venerdì 01.12.2017  

 

Buon Natale dai Frontaliers!