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Macron, primo compleanno da Président

Con qualche cadeau costosetto.

mercoledì 20/12/17 13:47 - ultimo aggiornamento: giovedì 21/12/17 11:44

Emmanuel Macron è stato il primo baldo giovine a salire agli onori delle cronache politiche quest’anno. Eletto presidente di Francia all’età di 39 anni, Macrone ha inaugurato la stagione degli sbarbati – politicamente parlando – al potere. L’altro è il trentunenne Sebastian Kurz, neocancelliere austriaco, in parte influenzato dallo stile dell’inquilino dell’Eliseo.

Proprio oggi Macron compie 40 anni. Lo fa con i sondaggi sulla sua popolarità che lo danno in crescita, soprattutto fra i giovani. In carica da maggio, in questi mesi Macron si è distinto per il suo attivismo sul piano internazionale. Travolti dal flusso di notizie che ogni giorno si riversa su di noi, a un certo punto pareva quasi che fosse ina più parti contemporaneamente: in Africa a chiudere con il passato coloniale, almeno a parole, in Medio Oriente, a sventare la crisi libanese, a guidare le riforme nell’Ue, dove tutto è in pausa per via della situazione tedesca. E poi è stato sempre lui a riprendere la sfida globale ai cambiamenti climatici.

Un’iperattività politica che evidentemente è piaciuta, anche se in patria non gli vengono risparmiate critiche. In particolare al creatore di En Marche si contestano pose da Re Sole, a rinforzare le accuse di essere il presidente dei ricchi. Proprio il compleanno del capo dell’Eliseo è diventato un caso, visto che festeggerà in un castello macrondirondirondello. Meschinità, ha replicato lui. Di certo non aiutano a smontare queste critiche i ministri del governo, tra cui figurano dodici milionari, né le misure fiscali tipo diminuire le tasse sulle grandi fortune e tagliare i sussidi per l’alloggio.

Tirando le somme si nota una polarizzazione attorno alla figura di Macron, alimentata dallo stesso Macron e dall’opposizione, pensiamo agli attacchi portati da sinistra da Jean-Luc Mélenchon. È un fenomeno non nuovissimo, è successo in Italia con Berlusconi e Renzi, succede ora negli USA, succede anche nell’Europa con Merkel. Una politica che si concentra sui personaggi più che sulle idee, una volta che i personaggi passano, rischia di trovarsi immiserita e – speriamo non sia mai il caso – pure delegittimata.