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Telenovela Venezuela: ora si rischia il default

Il Paese sudamericano, travolto da una gravissima crisi politica ed economica, è sull'orlo della bancarotta.

giovedì 09/11/17 11:13 - ultimo aggiornamento: giovedì 09/11/17 11:32

TIC TAC TIC TAC

Cos’è? Per il Venezuela è il ticchettio dell’orologio dell’insolvenza. Insolvenza, che tutti conosciamo col suo corrispettivo inglese: default. Una parola secca, che scende come lama di ghigliottina. La bancarotta, insomma.

Il Venezuela, lo sappiamo, sta affrontando una gravissima crisi politica ed economica. Il governo chavista di Maduro contestato, il Parlamento esautorato, ma quel che è peggio, un’inflazione a tre cifre e accesso a viveri e medicinali difficile per la maggior parte della popolazione.

Oggi Caracas ha 110 miliardi di dollàri di debito estero, a stare bassi leggendo in giro, e in cassa 9,7 miliardi - sempre di dollàri. Come dire: Pierino ha in tasca 9 soldi e 70 centesimi e deve restituirne 110 a Luigino. Pierino ha un problema.

All’orizzonte c’è un doppio default, dello Stato venezuelano e della sua compagnia petrolifera. Che poi vabbè, è roba sua.

Di mezzo ci vanno anche grandi banche internazionali. Goldman Sachs l’estate scorsa ha acquistato obbligazioni di Petroleos De Venezuela per 2,8 miliardi di bigliettoni verdi e che adesso rischia di perderci qualcosina. Milioncini…

Maduro ha evocato la congiura della finanza internazionale, ma non ha intenzione di immolarsi in nome della causa anticapitalista facendo cadere il tempio in stile Sansone. Anzi, intende ristrutturare il debito, e per fare ciò ha incaricato il suo numero due, Tareck El-Aissami. Che gli Stati Uniti ritengono collegato al traffico di droga internazionale. Gli stessi Stati Uniti che da poco hanno varato un pacchetto di sanzioni finanziarie contro Caracas, sbarrando la via agli investimenti diretti nel Paese. Ovvero: niente dollàri.

Eh sì, questa è una trista storia di dollàri.

Le strade delle due Americhe si incrociano qui. Mentre il default si avvicina come un TIR in contromano, il Venezuela ha fissato per lunedì prossimo un incontro con i creditori esteri. I dubbi degli analisti riguardano la possibilità reale che chi vanta un credito nei confronti del Venezuela si presenti per discutere la faccenda con un esecutivo di sanzionati.

Negli ambienti finanziari si scommette forte sul crac del Venezuela, e alcuni di quelli che la sanno lunga parlano già di un tracollo peggiore, per entità, di quello argentino del 2001.

Questo accade nel Paese con le più grandi riserve petrolifere del mondo. Ma è stato proprio il crollo del prezzo dell’oro nero a innescare la crisi. Evidentemente nemmeno il petrolio fa la felicità.

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