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A 13 mesi da "On my one" Jack Bugg sforna "Hearts that Strain"

Questo è probabilmente il disco più semplice che abbia mai fatto, è successo tutto in cinque mesi. Le canzoni continuavano semplicemente ad arrivare. Stavo anche lavorando sodo cercando di finire delle canzoni… ultimamente cerco di scrivere almeno due canzoni la settimana e ho fatto così fino a che ho avuto la sensazione che il disco fosse forte abbastanza.

Per la registrazione vera e propria ho impiegato qualcosa come 3 settimane credo. Scrivevo a casa per due settimane circa e poi prendevo il volo per Nashville per andare a registrare. Poi sono stato a L.A. a scrivere per qualcosa come 2 mesi per poi tornare a casa ancora una volta… tutto questo giro l’ho fatto per un paio di volte, quindi credo 3 settimane per registrare e più o meno 5 mesi per scriverlo.

Jake Bugg questa settimana ci racconterà la sua ultima uscita discografica e se vi state chiedendo… “ma non lo avevamo già sentito qualche tempo fa?” la risposta è : esatto! Solo che il giovane cantautore di Nottingham a quanto pare sta macinando musica neanche fosse in catena di montaggio… Un anno fa ascoltavamo sempre nello Stargate “On My One”. Oggi, a 13 mesi di distanza, arriva con “Hearts that Strain”, un disco partorito letteralmente al volo!
A cura di Max.

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