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Algoritmo delle mie brame

di Michela Daghini

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L’Intelligenza Artificiale ci sta portando in un’era di innovazione inimmaginabile e di indubbio sconvolgimento sociale. Le macchine hanno acquisito la capacità di apprendere autonomamente, la loro intelligenza è quindi in aumento. Sappiamo che non si tratta più di software programmati per una sola funzione, ma di sistemi addestrati, di machine learning, capaci di rispondere autonomamente ai problemi. Lo sviluppo e la diffusione delle macchine però, sollevano nuovi problemi di natura etica. Cosa succede infatti, quando non sono gli uomini, ma un algoritmo, a decidere? Il metodo che utilizzano poi, legato alla quantità di dati immagazzinati, è inevitabilmente soggetto a errori, anche gravi, che comportano spesso discriminazioni sociali, razziali o di genere.

In questa puntata ci occupiamo proprio delle delicate implicazioni etiche e sociali dell’uso degli algoritmi, con tutto ciò che sta segnando il cambiamento filosofico nella Silicon Valley. Una serie di tematiche che comprendono il mondo dei social ma non solo, e vedono la nostra compiacenza riguardo al cosiddetto capitalismo della sorveglianza, modello di business che si rivela una minaccia esistenziale per la democrazia. Una declinazione del nostro sistema economico che attraverso subdoli meccanismi di programmazione estrae l'esperienza umana registrata nelle tracce dei nostri dati, per produrre previsioni commerciali e guidare i consumi, alimentando le nostre insicurezze, alimentando fobie, e quella polarizzazione che sembra ormai caratterizzare la nostra epoca di estremismi e odio in tutte le sue forme.

Con noi in studio per parlarne, l’esperto di innovazione e Digital age Paolo Benanti, filosofo, teologo, ingegnere, e biologo, noto a livello internazionale nell'ambito della bioetica e del dibattito sul rapporto tra etica e internet, bioingegneria e neuroscienze. Insegna alla Pontificia Università Gregoriana, all’Istituto Teologico di Assisi e al Pontificio Collegio Leoniano ad Anagni. Uno studioso che guarda con favore alla diffusione delle «macchine sapienti» e ai processi innovativi ma solo se orientati a un progresso autentico e a un impegno morale nella ricerca del bene comune. Con noi anche la filosofa e sociologa Elena Esposito che insegna all’Università di Bielefeld e all’Università di Bologna, alla guida di un progetto europeo quinquennale sugli algoritmi di ultima generazione - e il filosofo Antonio Somaini, ordinario di teoria del cinema, dei media e della cultura visuale all'Université Sorbonne Nouvelle Paris 3 che si occupa delle nuove frontiere della machine vision studiando l’impiego delle informazioni estratte algoritmicamente dalle immagini e dal controllo facciale.