Povertà in Ticino, un'altra testimonianza

con Snesàna Mirkovic

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Proseguiamo la nostra settimana dedicata al delicato tema della povertà in Ticino e lo facciamo oggi con una nuova testimonianza, quella di Snesàna Mirkovic, giovane madre di tre bambini disoccupata e costretta a cavarsela da sola per sopravvivere. Su quali aiuti può contare? Come gestire la vergogna d’essere etichettato come “povero”? Quale futuro l’attende?

caratteri arabi
caratteri arabi

 

“Un po’ di arabo”, a cura di Stefano Marelli

Il matematico pisano Leonardo Fibonacci, famoso soprattutto per la successione di numeri interi che porta il suo nome, va ricordato anche per avere introdotto in Europa, verso il 1200, i metodi di calcolo e i numeri utilizzati nel mondo arabo. E soprattutto importò lo zero, un concetto di cui alle nostre latitudini nessuno fin lì aveva sentito il bisogno. Fu una rivoluzione non soltanto a livello scientifico, ma inevitabilmente anche dal punto di vista linguistico. Il numero che precede l’uno, traducendo dall’arabo, fu dunque chiamato zero, ma anche semplicemente cifra, che in quella lingua significa appunto “nulla”.

All’idioma arabo dobbiamo anche algebra e algoritmo, che del resto portano in dote il prefisso “al” come molte altre parole che hanno la medesima origine, come ad esempio alchimista, alcol, almanacco e alambicco.

Da quella lingua, ad ogni modo, non abbiamo ereditato soltanto termini legati alle scienze.

Dall’arabo derivano infatti anche molte parole che usiamo quotidianamente: pensiamo ad ammiraglio, assassino, dogana, magazzino, caraffa, materasso, tazza e zerbino. Insomma, ce n’è davvero a bizzeffe: che in arabo si dice “bizzaf” e che significa ovviamente “in grande quantità”.